Ex Verona, la fenice Caceres torna nel nido della rinascita

Ex Verona, la fenice Caceres torna nel nido della rinascita

Il difensore uruguaiano e l’occasione a Verona: una svolta decisiva per la sua carriera

di Francesco Cazzola, @fzola_

Domenica si giocherà Verona-Fiorentina. Non una sfida come le altre, almeno non per Martin Caceres. “El Pelado” porta l’Hellas nel cuore: non solo perché ci ha giocato, ma anche per l’opportunità che gli è stata data.

Facciamo un passo indietro. Anno 2017: dopo sei stagioni in bianconero, intervallate dalla parentesi a Siviglia, il difensore si accasa al Southampton. Condizionato dagli infortuni, riesce a giocare una sola partita in Premier League contro il Middlesbrough. Troppo poco: a giugno contratto risolto con gli inglesi.

Ed è quello il momento più buio della carriera di Caceres. Dipinto, come spesso accade, da “giocatore finito”, l’allora trentenne uruguagio sembrava già arrivato al termine della sua avventura calcistica. E invece pochi mesi dopo ecco l’occasione della svolta.

Nell’estate del 2017 il Verona intavola un’operazione in sinergia con la Lazio, riportando nuovamente in Italia il difensore. Come ben ricordano tutti, l’esperienza in gialloblù risulta positiva: 14 presenze in campionato, accompagnate da tre reti (Bologna, Spal e addirittura Juventus). Come una fenice, Caceres risorge dalle sue ceneri, tenendo a galla le speranze di salvezza fino a gennaio.

Nella finestra di mercato invernale, però, la Lazio decide di portare l’uruguaiano alla corte di Inzaghi. Durante la scorsa stagione “el Pelado” gioca la prima metà di campionato con il club di Lotito, prima di ritornare in prestito e per l’ennesima volta in casa bianconera, dove vince lo scudetto. Quest’anno la chiamata della Fiorentina, con cui si registrano otto apparizioni in Serie A, sempre da titolare.

Per il numero 22 viola sarà una partita speciale al Bentegodi, il nido della sua rinascita.

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