L’addio a Puliero: “San Zeno non ha mai visto una basilica così”

L’addio a Puliero: “San Zeno non ha mai visto una basilica così”

Migliaia di persone hanno reso omaggio al grande cantore gialloblù

di Redazione Hellas1903

Una folla. Commossa, silenziosa, plaudente. L’amatissimo Roberto Puliero è accolto in piazza San Zeno da migliaia di veronesi, sotto una leggera pioggia, come in quel 12 maggio 1985 quando raccontò il punto più alto del Verona, a Bergamo.

Autorità, rappresentanti dell’Hellas Verona, ex gialloblù, i colleghi de La Barcaccia, i ragazzi della Curva Sud, che hanno esposto lo storico striscione delle Brigate, ma soprattutto tanti, tantissimi veronesi di ogni età hanno reso omaggio al loro cantore Roberto Puliero, straordinario interprete della sua città, delle sue passioni, del suo cuore.
Un lunghissimo applauso ha accolto il feretro. Poi la funzione con molti concelebranti, e la famiglia di Roberto commossa: la moglie Kety Mazzi, i fratelli Renzo, Francesco e Mario.
La lettura è di San Paolo: “Non conformatevi alla mentalità di questo mondo”. Il Vangelo è quello del buon ladrone: “Oggi sarai con me in Paradiso”.
L’Omelia è di don Carlo Vinco. “San Zeno non ha mai visto una basilica così, con questa partecipazione enorme – dice – oggi è stata deposta una penna. Graffiante, significativa, che ha scritto quello che sempre vorremmo sentire. Questa platea è affettuosa, è amica. Tutti noi vorrebbero ancora sentire quella voce che ha gridato sempre la parola Umanità. Roberto, oggi la rete l’hai fatta tu. Non sentiamo più la sua voce, e i familiari hanno scelto di non farla sentire, per dare spazio solo ai ricordi. Tutta questa gente ti ha ascoltato per molti anni, in questo momento la risentiamo, c’è chi ride alle tue torcolade. Fino all’ultimo hai riempito lo spazio che avevi intorno. Roberto non accettava la stupidità, la menzogna, perchè cercava la verità. Attorno a lui si è raccolta un’unità meravigliosa. Qui non ci sono appartenenze politiche o religiose, siamo tutti attratti da una persona libera, schietta e vera. Per questo lo dobbiamo ringraziare”.

La soprano veronese Cecilia Gasdia canta il brano “Fratello Sole, Sorella Luna”.

A fine Messa la moglie Kety ha scelto il brano cantato “Su ali d’aquila”.

Poi, le parole di Elena in rappresentanza dei giovani della Barcaccia: “A 20 anni grazie a te siamo riusciti a realizzare molti dei nostri sogni di attori”, di uno dei suoi alunni di scuola: “Ci hai scelti, accompagnati, sei stato maestro di vita. Non ti abbiamo mai visto triste. Da te tutti hanno “succhiato felicità”. Eri un uomo comune amato dalla gente comune”, del collega della Barcaccia : “Hai fatto amare lo sport e la cultura, per me un privilegio essere tuo amico”, di Giovanni, che fin da bambino è stato sul palco con lui: “Siamo vissuti in simbiosi da quando sono nato, sei stato un secondo papà e mi hai chiamato figlio. In teatro tutto quello che ho imparato me lo hai insegnato tu”.

Il regista Alessandro Anderloni ha infine letto una poesia in dialetto veronese dedicata a Puliero.

All’uscita dalla basilica di nuovo tanti applausi, la tromba suona il silenzio, i tifosi cabtano “Lassù nel ciel”, molti vanno a toccare la bara.

La pioggerella sono le lacrime dei veronesi che perdono un loro grande interprete e portavoce, l’applauso è lungo e intenso fatto di quel calore umano e di quella gioia che Roberto ha sempre messo in tutto quello che ha fatto.  Andrea Spiazzi

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