L’attimo fuggente

L’attimo fuggente

Juric come Robin Williams nel celebre film: il professor Keating della Serie A è lui

di Matteo Fontana, @teofontana

Chi ha visto almeno una volta “L’attimo fuggente” non può non essersi commosso (cuori di pietra a parte, ma quelli non  ci interessano).

Allo stesso modo, gli appassionati, tifosi, suiveurs, beat writers che guardano giocare questo Verona si sentono pervasi dalla medesima empatia: quella del carpe diem. Alla maniera dell’insegnamento del professor John Keating, citando Henry David Thoreau: “Succhiare il midollo della vita”. Un gagliardo spartano per un club che nel nome ha il destino: Hellas, Grecia.

L’Hellas di Ivan Juric va in campo come se ogni partita fosse l’ultima, spremendo energie, correndo all’infinito, facendo impazzire i rilevatori statistici che registrano i chilometri coperti. Ma non di solo “podismo” vive il Verona. È una squadra che unisce teoria e pratica, fantasia e ragione, che urla il proprio barbarico yawp, il grido primigenio rivolto al mondo per dire: “Eccomi, sono qua”.

Juric, l’allenatore metal, è il  professor Keating di questa Serie A. I suoi ragazzi, come la classe della storica pellicola con Robin Williams protagonista, sono la setta dei poeti estinti, una sfida alle convenzioni di questo campionato. La vittoria con la Juventus ha sempre un valore “altro”, che porta fuori dal concetto della gara. I “provinciali” di cui parlò l’Avvocato Agnelli dopo i fatti del 6 novembre 1985 – non c’è bisogno di ricordare quanto accadde nel silenzio del Comunale di Torino, in Coppa dei Campioni – contro la Grande più vincente di tutti in Italia. Un contrasto antropologico.

Un po’ come ne “L’attimo fuggente”, con Keating che invita i suoi studenti a uscire dagli schemi imposti dalla scuola esclusiva in cui si trovano, a farsi beffe dell’establishment, a essere se stessi. Cosa che è, d’altronde, la più bella di tutte.

Ci si ricorderà a lungo di questi giorni. Il futuro è da scrivere, ed è evidente che non si può immaginare che lo Juric-Williams dell’Hellas debba essere costretto, come avviene nel film, ad andarsene. Questi sono soltanto cattivi pensieri e, in una domenica così, li lasciamo volentieri ai gufacci e avvoltoi in servizio permanente effettivo.

Cogli l’attimo, già.

 

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