Col Sassuolo gara decisiva per l’allenatore gialloblù
Come due anni fa il Verona viaggia sconsolatamente a 6 punti in classifica dopo 13 partite. La quattordicesima gara, il 29 novembre 2015 fu fatale per Andrea Mandorlini, che il giorno dopo la sconfitta di Frosinone venne esonerato da Maurizio Setti.
Per Fabio Pecchia il destino rischia di essere identico. Sabato 25 novembre, a Reggio Emilia, l’Hellas non si gioca solo e per l’ennesima volta la possibilità di tornare a far punti e di riaccendere la speranza, ma con ogni probabilità la permanenza del suo allenatore.
L’errore da non commettere è quello di rivedere un presente troppo simile a quel passato e sentenziare un finale già scritto e visto. Certo, risulta molto difficile essere ottimisti, ma se non altro questo Verona, rispetto a quello di allora totalmente privo di segnali vitali, un po’ di grinta la sa mettere. Poca e insufficiente, ma col Bologna questo si è visto.
L’impresa è sempre più ardua, le partite scorrono. Per avere un minimo di speranza il Verona dovrebbe girare almeno tra i 12 e i 14 punti (mancano sei turni alla fine del girone d’andata). Poi fare mercato, prendere gli attaccanti che servono, possibilmente un centrocampista con dei piedi degni e tentare la risalita.
Reggio Emilia dirà, probabilmente, se si proverà a centrare questo obbiettivo con Pecchia o con un altro tecnico. Una storia già vista. Vediamo, però, di cambiarla a partire da sabato al Mapei Stadium.
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