Pagelle, in attacco il gol è un fantasma. Difesa okay (nonostante la sconfitta)

Pagelle, in attacco il gol è un fantasma. Difesa okay (nonostante la sconfitta)

Stepinski sbaglia un’occasione d’oro. Di Carmine non è al meglio. Bene Silvestri, Kumbulla e Pessina

di Matteo Fontana, @teofontana

SILVESTRI 6,5

Alza il muro nella prima parte del primo tempo, compiendo alcuni interventi di rilievo. Para bene, regge, respinge. Poco può fare sui gol: Milik è spietato e feroce, colpisce e tanti saluti.

RRAHMANI 6

A proposito di Milik: per la prima volta nella stagione del colosso del Kosovo, c’è un attaccante in grado di anticiparlo, cosa che avviene sulla rete del 2-0. Bravo il polacco, soprattutto. Per il resto, il ragazzone di Pristina non commette errori, fedele a quanto visto finora.

KUMBULLA 6,5

D’accordo, il Verona perde, ma Max conferma di essere un perno essenziale per equilibrio e intelligenza tattica. Non gli scappa via nessuno, mostra una maturità da predestinato. Altro esame superato.

GUNTER 6

Milik lo beffa in occasione dell’1-0. Dura da mandare giù, perché è una questione di un attimo. Dicono che sia l’anello debole della difesa dell’Hellas: mica vero, grinta e prontezza sono qualità che non si comprano al mercato del pesce, ove certi soloni si servono. Se il Verona resiste dietro ha, pure lui, dei meriti.

FARAONI 5,5

Non è facile occupare, in copertura, una fascia su cui corre uno come Insigne. Fa meglio quando spinge, ma non sempre è possibile, ovviamente. Gli fischiano contro (e viene ammonito) il fallo che porta alla punizione da cui nasce il raddoppio di Milik.

AMRABAT 6

Non ha tirato il fiato, essendo stato impegnato con il Marocco nella settimana di pausa, e in effetti gli manca quella capacità di fare un metro in più che è la sua forza. Ehi, occhio: la sua prestazione è piena di cuore e spirito di battaglia. Un leggerissimo calo ci sta, ci mancherebbe altro.

VELOSO 6

Nel primo tempo detta i tempi della manovra dell’Hellas, con il suo piede mancino incanta  e disegna splendide traiettorie, roba che incanta. Poi, dopo aver speso molto, fa più fatica.

LAZOVIC 6

Il numero con cui si lancia in area per aprire la scena all’occasione enorme che potrebbe dare il vantaggio all’Hellas è una meraviglia. Tocca anche a lui soffrire per l’irruenza degli uomini di fascia del Napoli, ma alzi la mano chi può imputargli qualcosa.

ZACCAGNI 6

Va e viene, ha continuità fino a un certo punto. Ovvero, per 45′ è una presenza martellante, assicura copertura e aggredisce in avanti, tant’è che Meret gli respinge un tiro che si costruisce e che è ben calibrato. Nella ripresa rallenta, Juric lo cambia presto.

PESSINA 6,5

Interpreta il ruolo di suggeritore con acume e dedizione. Sfiora il gol (Meret fa un mezzo miracolo sul suo colpo di testa), con la palla che darebbe l’1-0 all’Hellas. Sempre dentro la partita, efficace, inesauribile.

STEPINSKI 5

Diceva un vecchio professore di matematica del liceo classico Maffei, il luogo in cui è nato l’Hellas: “Oggi è (fate voi il voto, dal 3 al 5, ndr). Recuperabile, ma è così”. Fa un lavoro eccellente per la squadra, ma è un attaccante, e certi gol non li può mancare.

 

SALCEDO 5,5

Incide poco.

DI CARMINE 5,5

Non sarà al meglio, ma può fare di più.

TUTINO 5,5

Ha l’opportunità per segnare, nella sua Napoli (e con il suo Napoli), non è preciso.

 

JURIC 6

Il gioco è un timbro che rimane nel suo Verona. Se la prende con gli attaccanti, che devono svegliarsi, dice. Comprensibili, le sue dichiarazioni, magari impulsive, però mica facile dargli torto. Lavorerà sodo per migliorare la fase offensiva. Per il resto, è un Hellas che continua a piacere, ma va evitata la sindrome del ragazzo d’oro, quello che tutte quanto lodano ed apprezzano, ma con cui non uscirebbero mai insieme, se non per un caffè preso in fretta e furia al bar della stazione. Non sarà né il primo, né l’ultimo allenatore dei gialloblù a tornare da Napoli sconfitto. Avanti.

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