Pagelle, Tameze sensazionale, Silvestri gigantesco. E che bravo Salcedo

Lovato blocca Milinkovic, Magnani ferma Immobile. Faraoni certezza, Dimarco saetta. Juric firma un capolavoro

di Matteo Fontana, @teofontana

SILVESTRI 8

Dopo il 2-1 chiude la porta gialloblù. Gigantesca la parata, fatta pressoché “fuori asse”, su Pereira, che stoppa il pareggio certo al 95’. Ma già prima era stato decisivo su Milinkovic. In questo momento è il migliore interprete del ruolo in A.

 

LOVATO 7

 

Messo a uomo su Milinkovic, gli toglie idee e gli spegne ogni intenzione. Inizia con difficoltà, tant’è che Juric lo vuole togliere dopo 10’. Da lì in avanti non sbaglia niente. Concentrato, gioca da grande.

 

MAGNANI 7

Ha il compito difficilissimo di arginare Immobile. Lo controlla con fermezza, senza dargli neppure un centimetro. Soltanto in un caso viene anticipato, ma l’incertezza non dipende da lui. Lottatore nato, è duro come il granito e non trema mai.

 

DAWIDOWICZ 6,5

Fa da sbarramento, dal suo lato la Lazio spinge forte con Lazzari. Fronteggia spesso, poi, Caicedo, che lo batte una volta sola, con una giocata da campione. Dal suo lato non ci sono margini per farsi largo.

 

FARAONI 7

 

Da una sua sterzata nasce il gol che porta in vantaggio il Verona. Fa su e giù lungo la fascia destra e non lo prendono. Inoltre, appena la Lazio va alla carica, si abbassa a coprire con somma attenzione. All’Olimpico, sponda biancoceleste, è un ex. Sente aria di casa e fa persino meglio del solito.

 

BARAK 6,5

Va in mezzo al campo. Commette un’ingenuità a dir poco evitabile dopo pochi minuti, con Immobile che sfiora il gol. Si tratta dello spavento di un attimo: comanda al centro, affianca Veloso con i muscoli e con il temperamento. Alla distanza il suo peso specifico si fa sentire parecchio.

 

VELOSO 6,5

Viene tenuto sotto stretto controllo da Akpa Akpro. Per togliergli pressione, Juric lo inverte con Barak, spostandolo sul lato destro della mediana. La sua intelligenza tattica è imprescindibile.

 

DIMARCO 7

Sempre agile sulla fascia sinistra, le sue incursioni pungono a ripetizione la Lazio. C’è la sua botta a mandare dentro, con la determinante deviazione di Lazzari, a dare al Verona il primo vantaggio. Motorino? Altroché: è una freccia.

 

SALCEDO 7

Si posiziona sulla linea di trequarti, si allarga sulla fascia destra, toglie punti di riferimento ai difensori della Lazio, che ci capiscono poco. Manda in crisi Radu sull’azione che porta al raddoppio gialloblù, con il pasticcio del giocatore biancoceleste che Tameze sfrutta a meraviglia. In piena maturazione.

 

ZACCAGNI 6,5

Prende velocità spesso, ha sul piede il pallone che darebbe al Verona il 2-0 ma va a sbattere contro la prontezza di Reina. Non brilla come negli ultimi turni, ma gioca in modo accorto e compie un grande salvataggio su Akpa Akpro.

 

TAMEZE 8

Juric se lo inventa “falso nove”, mossa tattica che va oltre la sorpresa. Lui lo ripaga con una prova sensazionale, che lo vede protagonista dal 1’ fino a quando esce, subito aver segnato da opportunista d’area il gol che consegna al Verona la vittoria. Una serata stellare.

 

FAVILLI 6

Cerca di tenere su palloni bollenti.

 

COLLEY 6

Si batte arretrando.

 

LAZOVIC ng

 

JURIC 8

Tameze in attacco, Lovato in marcatura su Milinkovic, Salcedo a svariare dalla destra: in tre mosse, un capolavoro. Ma oltre a quel che salta agli occhi c’è tutto il resto, dall’organizzazione di gioco che ha dato al Verona allo spirito Hellas che contraddistingue questa squadra che non finisce mai di stupire.

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