Protocollo sì, protocollo no: la fase 2 del calcio non decolla

Allenamenti di gruppo al palo, la Lega A ha proposto nuove integrazioni

di Redazione Hellas1903

Solo corsa e niente pallone, nemmeno per il torello. Le squadre di Serie A che si stavano preparando a passare dagli allenamenti individuali a quelli a gruppetti inserendo il pallone, hanno dovuto cambiare i piani.

Tutto come prima, la settimana inizierà come è finita, perché il Comitato tecnico scientifico del Governo non ha validato ancora le linee guida per gli sport di squadra del 12 maggio. Il protocollo, spiegano all’ANSA fonti del ministero dello Sport, verrà probabilmente approvato domani e la Lega Serie A ha proposto delle integrazioni – maggiori test anti-covid e, secondo le indicazioni de presidente della Fmsi, Maurizio Casasco, sui controlli antidoping relativi – che la Figc ha già inoltrato al ministero. Il calcio spera così di ottenere il ‘sì’ agli allenamenti in gruppo senza l’obbligo del ritiro, una soluzione che gran parte dei club ritiene logisticamente impraticabile.

In sostanza la fase 2 non decolla ancora, e la ripresa del campionato il 13 giugno resta al momento tutt’altro che certa.
Dal governo spiegano che l’ok del Cts al protocollo è slittato solo di 24 ore per un intoppo, legato al concitato fine settimana in cui gli scienziati sono stati impegnati nella definizione delle linee guida per la ripresa degli altri settori dell’economia italiana. Il Cts, viene assicurato, opererà con la massima collaborazione, ma tenendo fermo il principio di responsabilità espresso dal premier Giuseppe Conte quando ha spiegato che “è necessario si realizzino le condizioni per una ripresa in massima sicurezza”.
Per il Governo quelle condizioni non ci sono ancora e non c’è una data per il nuovo calcio d’inizio. In Lega aspettano.

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