Restare umili

Restare umili

Il Verona incanta, ma niente voli pindarici: c’è una salvezza da mettere al sicuro prima di provare a sognare

di Matteo Fontana, @teofontana

Il mio grande amico Luca, storico compagno d’appartamento ai tempi universitari, in quel periodo fatto di movida e dello stile di vita bohème dei vent’anni che furono, prima delle feste e delle serate più accattivanti lanciava un messaggio chiaro al gruppo dei “vitelloni” che c’era: “Restiamo umili”. Per dire che sì, vai di entusiasmo e di dionisiaco coinvolgimento, ma non facciamo voli di fantasia.

La premessa d’amarcord personale vale per rappresentare quella che è la (splendida) situazione del Verona di oggi. Come resistere alla tentazione di considerare che il più sia fatto? Come non credere che la salvezza sia una formalità, visto quel che fa sul campo l’Hellas? Come fuggire al pensiero stupendo che si possa sognare in grande, persino guardare all’Europa?

Dura, già, ma quello del “restare umili” è un concetto da mandare a memoria, da ripetere ogni mattina al risveglio e ogni sera prima di coricarsi. Certo, questo non toglie la necessità, il dovere morale di godersi la bellezza del momento magico del Verona. La partita con il Genoa è stata un fuoco di emozioni. Nel secondo tempo, soprattutto, l’Hellas ha spadroneggiato, con la consapevolezza di sé che hanno soltanto i grandi.

Eppure Ivan Juric ha fatto benissimo, nel post-gara, a rimarcare due aspetti, rispondendo alle domande che gli sono state rivolte in conferenza stampa. Intanto, senza petulanza di sorta, ha spiegato che se gli avessero detto che alla fine dell’andata (al netto del turno da recuperare con la Lazio) il Verona avrebbe avuto 25 punti non ci avrebbe creduto. Seconda cosa, non meno fondamentale, quando gli è stato chiesto se ci siano persino dei margini di miglioramento per l’Hellas, ha chiarito che si può sempre fare di più, e che magari il mercato in questo senso potrà essere d’aiuto. Eppure, prima di tutto, occorre non perdere quel che ha portato il Verona fin qua.

In una parola, indovinate un po’? Sì, proprio l’umiltà.

Se sarà così, tutto potrà essere anche più esaltante.

L’uomo di Spalato, ieri, mi ha ricordato proprio il mio vecchio amico Luca. E, a proposito, ci divertivamo un mondo allora, proprio come accade oggi a chi ama l’Hellas.

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