Dirigenti del Varese e steward hanno lasciato lo spazio interviste in mano ai tifosi del Varese che hanno insultato a più riprese Mandorlini e i giornalisti veronesi
Varese 0 Verona 3. Sono passati 30 minuti dalla fine della gara e nello spazio interviste dello stadio Ossola accade di tutto.
Arriva Andrea Mandorlini. Incredibilmente alcuni ragazzi tifosi del Varese, indisturbati, lo accolgono al di là di una rete, ma a pochi metri da lui, con insulti pesanti. "Vergognati, odi i terroni, pezzo di m...!" Figlio di quà e figlio di là.
Gli steward se ne impippano, lasciano fare. Fabrizio Cometti (foto), responsabile della Comunicazione dell'Hellas, invita il mister a non reagire e ad iniziare un'intervista. Che dura un minuto, poi ancora gli insulti. Mandorlini reagisce, senza offendere.
Il clima si scalda. Nella sala stampa, poi, entrano indisturbati altri tifosi, più "anziani". E giù offese a Mandorlini e ai colleghi di Verona. Qualcuno sente la frase: "Quello ha una pistola".
Il direttore generale del Varese Calcio Giuseppe D'Aniello, anzichè cacciare gli infiltrati, raccomanda ai veronesi di stare buoni (ci sono immagini che testimoniano l'accaduto). La stampa non può lavorare. Manca un nulla per venire alle mani. Passa Ebagua e va a stringere la mano a Mandorlini, unica scena distensiva di un quarto d'ora di fuoco.
Con la mente mi trasferisco al Bentegodi dove, dopo 18 anni di sala stampa, mi controllano ancora i documenti. Dove mai ho visto insultare i tesserati ospiti. Al limite qualche battibecco tra colleghi. Dove la Lega attua controlli capillari e verifica che i "drop" pubblicitari non siano per caso qualche centimetro troppo in alto. Dove i tifosi, se anche volessero entrare, trovano cancellate, steward, polizia.
Giusto stare alle regole. Ma ancora una volta ieri si è assistito a una presa in giro. Un trappolone che, volutamente organizzato o, in ogni caso, tacitamente concesso, ha accolto tesserati e giornalisti veronesi. Fatti che la società dell'Hellas non può ora non far pesare agli organi competenti.
Mah, viva il calcio giocato. Varese 0, Verona 3.
Giusto stare alle regole. Ma ancora una volta ieri si è assistito a una presa in giro. Un trappolone che, volutamente organizzato o, in ogni caso, tacitamente concesso, ha accolto tesserati e giornalisti veronesi. Fatti che la società dell'Hellas non può ora non far pesare agli organi competenti.
Mah, viva il calcio giocato. Varese 0, Verona 3.
A.S.
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