Verona a confronto, l’Hellas di Juric e quello di Pecchia

Verona a confronto, l’Hellas di Juric e quello di Pecchia

I numeri dell’Hellas rispetto alla stagione 2017/18, l’ultima in Serie A

di Jacopo Michele Bellomi, @jjbellomi

La pausa per le Nazionali ferma il campionato e permette di analizzare la situazione del Verona.

La squadra di Ivan Juric convince in campo grazie al suo agonismo e alla solidità difensiva, tanto che sembra un lontano ricordo dell’ultimo Hellas che si era visto in Serie A. Due anni fa, stagione 2017/18 terminata con la retrocessione, la squadra era stata affidata a Fabio Pecchia. Prendendo in esame le prime sette gare di campionato, andiamo a fare un confronto tra passato, non troppo lontano, e presente gialloblù.

MERCATO – Il Verona del 2017, neopromosso dalla Serie B come quello attuale, era stato protagonista di un mercato low cost, con un tetto ingaggio massimo di 450mila euro, non rispettato solo per Cerci, che aveva firmato per 700 in un anno. Tanti prestiti, l’acquisto a zero di Lee e l’unica spesa era stata il riscatto di Bruno Zuculini (2mila euro per metà cartellino), mentre Fossati era stato riscattato nell’ambito dell’operazione che aveva portato Ionita al Cagliari. Sul fronte delle uscite, invece, si registrano la definitiva cessione di Helander al Bologna e il prestito oneroso di Viviani alla Spal. In totale, le spese estive erano state di circa 4,5 milioni, con entrate di 1,5 milioni. Il mercato 2019 è stato più intenso: hanno inciso soprattutto i riscattati Dawidowicz, Di Carmine, Faraoni, Di Gaudio, Marrone, Ragusa, Almici – gli ultimi tre poi ceduti – ma il Verona ha comprato il difensore Rrahmani per poco più di 2 milioni e si è fatta carico del prestito di Badu dall’Udinese. Importanti anche gli investimenti, che incideranno sulla prossima stagione, di Amrabat (riscatto a 3,5 milioni) e Stepinski (5,5), il quale sarà il giocatore più pagato dai gialloblù sotto la gestione di Setti. Diritto di riscatto per Gunter, Pessina, Adjapong. Le spese, al termine della finestra di mercato, sono state di poco superiori ai 13 milioni, con entrate di circa 7,5 milioni derivate dalla cessione di Valoti e Fares alla Spal, e di Lee in Belgio.

CLASSIFICA – I gialloblù, guidati da Pecchia, avevano chiuso la settima giornata al diciottesimo posto in classifica, terzultimi, in salita di una posizione grazie al pareggio con il Torino. I punti erano 3, frutto di tre pareggi, di cui solo uno con gol, e quattro pesanti sconfitte. Cambio di marcia in questa stagione, sotto la guida di Juric: i 9 punti conquistati, grazie alle due vittorie, tre pareggi e due sconfitte, posizionano il Verona al decimo posto nell’attuale classifica della Serie A.

ATTACCO – Il Verona targato Pecchia aveva prodotto solo 3 gol in 7 giornate: il primo, e inutile, all’esordio in campionato contro il Napoli (Pazzini su rigore), poi due reti proprio alla settima di Serie A in trasferta col Torino (Kean e ancora Pazzini dal dischetto). In mezzo, cinque partite con la cifra zero nel conto dei gol segnati dalla squadra gialloblù. Il rendimento dell’attacco migliora, non di molto, ma almeno come distibuzione, sotto la guida di Juric. Il Verona, in questa stagione, ha segnato 6 gol e solo in due occasioni è rimasto a secco (Milan e Udinese), per il resto ha sempre battuto almeno una volta il portiere avversario, riuscendo a segnare anche alla Juventus. Nessun rigore per i gialloblù, a differenza dei due concessi nel 2017, e ben 6 pali colpiti contro zero.

DIFESA – Il divario tra i due inizi di stagione qui si fa più ampio e colpisce maggiormente. L’Hellas di Pecchia aveva incassato 16 gol nelle prime sette gare di Serie A: 3 col Napoli, 5 dalla Fiorentina, 3 sia con la Roma che con la Lazio e poi 2 dal Torino. In due occasioni soltanto la porta era rimasta inviolata, due 0-0 con Crotone e Sampdoria. Per fare un paragone con la classifica attuale, è lo stesso numero di reti subite dei blucerchiati, ultimi in classifica 2019/20. La squadra di Juric, invece, fa della fase difensiva la sua arma principale, risultando scomoda a tutti gli avversari. Il Verona in questo campionato ha preso solo 5 gol, dimostrandosi la seconda migliore difesa della Serie A.

FORMAZIONI – Il modulo scelto da Pecchia per il suo Hellas era il 4-3-3, adatto a un calcio offensivo, ma nelle sette giornate ha avuto poca continuità di formazione. Diversi cambi tra un partita e l’altra, tanto che al termine della settima giornata il tecnico aveva schierato 19 giocatori diversi tra gli undici titolati in campo delle gare. Nel 3-4-2-1 di Juric, gli undici iniziali rimangono di poco più costanti, con 17 giocatori impiegati, con cambi che si registrano soprattutto al livello di trequartisti e attaccanti.

GIOCATORI – Dalla stagione 2017/18 sono rimasti nella rosa del Verona 7 giocatori: il portiere Silvestri, al tempo vice di Nicolas, Bessa, Zaccagni e Pazzini, oltre ai giovani Kumbulla, Danzi, Tupta che erano aggregati alla prima squadra.

 

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