Ciao Marash! Il tuo addio ci ha fatto emozionare, come la tua storia a Verona

Kumbulla va alla Roma. Il nostro saluto a un giovane predestinato, talento puro, veronese doc

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi

La lettera di addio di Marash Kumbulla ha fermato, e per più di un istante, la folle corsa del calciomercato che stiamo seguendo. Ci ha tolto dai freddi numeri, dalle foto dei calciatori alle visite mediche, dai calcoli sui vergognosamente esorbitanti soldoni che girano nel mondo del calcio. Ci ha costretto a riflettere, e pure un po’ a commuoverci.

In questo pazzo mondo pallonaro ci sono anche, per fortuna, momenti come questo nei quali un ragazzo ti butta in faccia tutta la sua gioventù, la sua semplicità, il suo affetto. Con parole sincere, non banali, e pensate.

Marash ha il groppo in gola per aver lasciato Verona. Si è capito già ieri quando gli hanno chiesto, arrivato a Roma, se fosse pronto, sabato, a giocare contro i suoi ex compagni. Domanda sbagliata. Lui ha tirato dritto verso l’auto senza proferire una sillaba.

Qui c’è la sua vita, la storia dei suoi genitori. C’è una famiglia di immigrati albanesi che ha avuto la forza e la bravura di garantirgli un futuro in Italia. Simbolo di come l’integrazione non solo possa essere sana, ma anche arricchente, in tutti i sensi.

E poi c’è l’Hellas, che è l’altro pezzo della sua vita. Un anno, l’ultimo, per lui pazzesco. La foto a corredo di questo scritto gliela scattai a Peschiera il 6 agosto 2019, ore 16:44. Così dice lo smartphone. Dopo un ritiro della squadra nel quale Juric rimase folgorato da Kumbulla per le sue prestazioni nelle amichevoli (“Gioca sempre perché l’attaccante avversario che marca non segna mai”, disse in quei giorni), lo fermai prima dell’allenamento: “Dai che quest’anno puntano su di te!”. Si schernì, al solito, tanto timido fuori quanto guerriero in campo.

Nel gennaio 2019 la Juve presentò un’offerta per Marash. Filippo Fusco, passato alla dirigenza bianconera, nel ragazzo ci credeva. All’inizio della scorsa stagione, il nuovo tentativo per portarlo in Under 23: 1,5 milioni per il cartellino e il 50 per cento sulla futura rivendita. Kumbulla fu ad un passo dalla cessione, ma non se ne fece nulla. D’Amico non ebbe riguardi per l’amico Fusco e gli rispose picche. In più i capi della Vecchia Signora non ci credevano granché. E per fortuna.

Poi l’esplosione, lo stupore per le sue prestazioni sempre più fondamentali per la squadra dell’Hellas. L’impressione, netta, di osservare uno di quei giovani talenti veronesi che crescono in gialloblù ogni tanti anni. Sicurezza, classe e perfino i gol.

Il resto lo sappiamo com’è andato, lui predestinato alla cessione e il clamoroso sberleffo della Roma ai rivali laziali che Kumbulla lo inseguivano da mesi.

Nel trambusto romano, nella rumorosa e viscerale passione che i capitolini hanno per la loro squadra, tra mille telecamere e taccuini, siamo certi che Marash troverà la forza e la concentrazione giusta per onorare al meglio la nuova maglia anche pensando alla quiete fuori stagione del lago di Garda, alle meraviglie di Verona e alla sua gente che non lo dimenticherà.

‘Mbocca ar lupo Marash! Ma che dico, alla lupa.

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