La dura legge di Juric

La dura legge di Juric

Il tecnico di Spalato chiede rinforzi. E lo fa senza usare mezze misure

di Matteo Fontana, @teofontana

A chi gli domandava se il Verona attuale sia competitivo per la salvezza, Ivan Juric ha risposto con una tagliente secchezza: “No”.

L’Hellas necessita di rinforzi, e questo è palese. Nelle amichevoli disputate dai gialloblù si è scorta un’identità già marcata, che si è tradotta in una tenuta difensiva adeguata. La fase offensiva, al contrario, è stata poco efficiente. Non è una questione di attaccanti (non solo), bensì di qualità complessiva della rosa, di tempi di gioco, di cifra tecnica.

Juric ha detto una verità palese, di cui avrebbe dovuto essere conscio – e non è detto che non lo fosse, eh – nel momento in cui ha accettato l’incarico e firmato il contratto. Qualche giorno fa, si scriveva su queste colonne di quel che si sa: il Verona, in A, dovrà sempre lottare per confermarsi in categoria. E di soldi per costruire la rosa è dura pensare che ne arrivino più di quanto si sia visto.

La prossima Serie A sarà di livello superiore rispetto ai primi tornei con Maurizio Setti alla guida del club. Il “ceto medio” del campionato ha più quattrini in tasca. Non soltanto ai vertici si mettono euroni. Pure chi ha ambizioni meno elevate (mica da Champions League, s’intende), perlomeno sulla carta, ha scucito molti danari. Il Cagliari, il Parma, il Bologna, il Genoa tanto per cominciare. Se vogliamo essere ancora più espliciti: tutti titolari ben più “forti” di Setti, sai che novità. Ed è in questo contesto che si muoverà il Verona.

Quindi, ha sbagliato Juric a evidenziare una criticità? Aziendalismo sì, ma entro un certo limite, verrebbe da dire, parafrasando Rino Gaetano. Perché aziendalismo significa anche mettere in risalto quel che manca per far “produrre” di più la struttura, e guadagnarci tutti, in termini di risultati e di valutazione del patrimonio tecnico.

Tony D’Amico sta lavorando con il consueto budget risicato (sai che sorpresa, aridaje). Deve fare esercizi di cerchiobottismo che neanche ai tempi della Pi-Ru-Bi si vedevano, da “io speriamo che me la cavo”. Ha fatto quel che gli ha concesso il “paron”, il resto è roba da capire. Quindi, in sintesi: ha ragione Juric quando dice che il Verona di adesso non è adeguato all’obiettivo. Però c’è un mese prima dei consuntivi , e del doman non v’è certezza, verseggiava Sua Maestà il Magnifico Lorenzo.

Dura lex, sed lex: chi meno spende, più perde, e i miracoli, l’unico che li faceva, absit iniuria, l’hanno messo in croce. Ce lo si ricordi.

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