Verona, due giorni per decidere il futuro

Verona, due giorni per decidere il futuro

Mancano attaccanti, mercato al fotofinish

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi

Bella ma incompiuta. Il Verona, a due giorni dalla chiusura del calciomercato, si presenta come una squadra che può ambire alla salvezza. Ma c’è un se che è dirimente rispetto alle reali possibilità di lottare con armi all’altezza, ed è rappresentato dal reparto d’attacco, che al momento appare insufficiente. Se, ormai all’ultimo, arriverà qualcuno su cui contare per un bottino di gol adeguato, allora l’Hellas potrà partire senza l’affanno di dover trovare ogni volta la giocata, l’inserimento dei centrocampisti o difensori, o la rete delle mezze punte. Per carità, nulla vieta di fare questo, anzi, bisognerà farlo già domani a Lecce. E, certamente, non si vogliono mettere limiti alle potenzialità di Di Carmine e alla sfacciataggine di gioventù (e alle qualità) di Salcedo.

Ma non è una gran scoperta affermare che alle squadre che lottano per salvarsi servono principalmente due cose: una difesa che non faccia troppa acqua, e un attacco che produca un numero sufficiente di gol. Che sappia essere spietato non tanto a Milano o a Torino, ma, questo sì, ad esempio nelle partite contro le dirette rivali.

Ora, a poco più di 30 ore dallo stop alle compravendite, la situazione è la seguente.

Barrow, l’obbiettivo principe, pare possa restare “bloccato” a Bergamo. L’Atalanta è a posto così, ha detto Percassi. Dovrebbe, per lasciare andare l’attaccante (su cui c’è anche il Torino), riempire nuovamente una casella in ingresso. Cosa della quale sembra non averne punto voglia.

Stepinski: le dichiarazioni sue e del suo agente hanno forse ottenuto l’effetto opposto a quello cercato, e il no del Chievo, che vedrebbe uno dei suoi andare a dar manforte al club rivale che li ha scavalcati nella graduatoria di categoria, sembra essersi fatto ancor più rigido. Anche se “i sordi so’ sordi” diceva qualcuno e se l’Hellas è davvero disposto a metterli, sarebbe economicamente un suicidio quello di Campedelli non vendere l’attaccante polacco anche se al “nemico”.

Babacar. Spunta, a detta di Alfredo Pedullà,  la corsa dell’Hellas (che già aveva sondato il terreno a inizio mercato) all’attaccante senegalese. Il Sassuolo ha preso Defrel, ci sta che El Khouma possa muoversi. Nelle prossime ore vi aggiorneremo.

Questi i tre nomi, salvo uscite dal cilindro dell’ultim’ora. Dei tre, al minimo dovrà arrivarne uno. Servono denari (anzitutto) e decisioni rapide. Perchè la salvezza non è roba facile, almeno per chi, come l’Hellas, che cercherà di lasciarne sotto tre, dovrà sudarsela in stile scalata all’Annapurna.

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