Saldi Hellas? I motivi della strategia di mercato (necessaria) del club gialloblù
Il momento è delicato e non bisogna farsi prendere dal populismo e dalla demagogia. Anche in questo caso voglio analizzare i fatti dal mio punto di vista, senza preoccuparmi di dispiacere ai piani ammezzati di via Belgio o ai lettori di Hellas 1903.
"Svendita Verona", "Saldi Hellas", "Ionita, Pazzini, Hallfredsson, Sala via". Questo un po' l'umore che colgo in giro. Ora, premesso che ancora nessuna cessione tra queste è stata effettuata, io non ci troverei nulla di male o disdicevole a vendere i beni di famiglia. Ad alcune condizioni.
1 Siamo retrocessi a gennaio e nemmeno un miracolo riuscirebbe a salvarci. A Lourdes è apparso un cartello con scritto "Facciamo di tutto ma per l'Hellas ci stiamo ancora attrezzando". Il Verona ha un buco di bilancio, non mostruoso (per adesso) ma sempre buco. Maurizio Setti non è Tommaso Giulini, patron del Cagliari, che ha un impero nel mondo del materiale ferroso e vanta partecipazioni in aziende di livello globale. Giulini ha potuto tenere giocatori con mercato in Serie A come Farias, Sau, Joao Pedro, e acquistare un buon parco giocatori per la B (che avrebbero avuto anch'essi mercato in A): oggi è secondo in classifica a due punti dalla prima.
2 Setti non è Giulini, dicevamo. Se le vendite degli unici giocatori che hanno mercato (e possono realizzare plusvalenze dignitose) sono già mirate a ipotizzare un budget e dei giocatori per la Serie B (categoria in cui il Verona dovrà avere uno zoccolo duro formato da qualche senatore e dai giovani del vivaio), allora il ragionamento ha un suo senso. Un buon direttore sportivo può già iniziare ad immaginare che tipo di squadra si potrà costruire a giugno e potrà iniziare a fare qualche telefonata.
3 Per onorare questo campionato fino alla fine, senza trasformare ogni match in una partita di tennis, lo strumento del prestito secco è la soluzione ideale: vendi i vendibili, crei plusvalenza e rimedi alle partenze dei migliori con i tuoi giovani e con giocatori pronti che vogliano mettersi in mostra a costo zero.
Se alla base c'è un ragionamento di questo tipo, il tutto può avere senso (a mio parere, ovvio). Anche perché l'alternativa a questa strategia, che mi sembra quella già avviata, sarebbe il "vendo tutto e scappo". Ora, se da qualcuno ce lo aspettiamo e sta già accadendo, non credo sia il caso di Maurizio Setti, che ci ha dato la sua parola circa i progetti in caso di B. Noi siamo qui, e vedremo giorno dopo giorno quello che accadrà.
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