Toni-Gomez riprendono un doppio Tevez. Ed è festa al Bentegodi
La gioia più grande i ragazzi dell’Hellas la regalano ai loro tifosi non con una vittoria, ma con un pareggio nel recupero finale di Gomez alla Juve. Due a due, appena dopo un rigore non fischiato per un netto fallo di mano di Lichtsteiner. Il Bentegodi impazzisce, la gente piange di gioia e sfotte a gran voce la Vecchia Signora.
Un Verona rinunciatario e pauroso nel primo tempo (va sotto di due reti), si trasforma in una squadra di leoni nella ripresa e strappa meritatamente un pari straordinario.
Donadel prende il posto di Cirigliano in mezzo al campo, per il resto l’Hellas schiera la squadra di Sassuolo. Confermati secondo previsioni gli undici di Conte, con Osvaldo che parte in panchina.
Impressionante l’avvio juventino. Tevez prima viene fermato di testa da Rafael in corner e poi, dopo quattro minuti di gioco, insacca su una respinta del portiere gialloblù dopo un cross di Asamoah dalla sinistra.
Il Verona non vede palla, l’inizio è disastroso con Jankovic che fa il terzino per contenere e la squadra che non riesce a ripartire, né a tenere palla. Nel monologo juventino c’è spazio per un battibecco tra Mandorlini e Conte sedato dal quarto uomo.
Dopo un quarto d’ora in apnea, Toni e Iturbe cercano di alzare la squadra, che rimane però con un 4-5-1 troppo schiacciato all’indietro. Così la Juve ha il tempo di ragionare e far girar palla alla ricerca del pertugio per il doppio vantaggio, che arriva ineluttabilmente, ancora con Tevez, liberato in verticale da Pogba, in più che sospetto fuorigioco: è il 20’, Verona 0, Juventus 2.
Ci vogliono due goal per capire che non si può “aspettare” la Juve. Così, finalmente con coraggio, le linee dell’Hellas avanzano di una ventina di metri, e qualcosa si vede, soprattutto con Jankovic, ma è troppo poco. La Juve passeggia, il Verona non aggredisce, Iturbe fa il terzino. Tevez grazia Rafael al 33’ sparando alto in corsa dall’interno dell’area. Pirlo ha sempre l’uomo ad almeno due metri (Donadel delude), i bianconeri fanno quasi melina e arrivano al duplice fischio sul 2-0.
Un contropiede Hallfredsson-Toni ad inizio ripresa fa sperare il popolo gialloblù. Il Verona ci prova, finalmente, con l’impeto necessario. La fiammella di speranza si accende al 6’ quando Romulo pennella una punizione che Toni (forse in fuorigioco pure lui) trasforma con uno splendido colpo di testa. Lo stadio è una bolgia, la Juve va in difficoltà. Marquinho si scalda e l’entusiasmo cresce. L’Hellas mette paura all’avversario.
Ci si aspetta Marquinho, ed entra invece Martinho, al 17’, dopo lunghi periodi in naftalina. Moras fa tutta la fascia al 20’, poi a Toni rimpallano il tiro. Debutta Osvaldo al posto di Llorente. L’italoargentino riceve subito un pallone e scatta verso il fondo, il tiro in diagonale esce di poco.
Al 24’ Cirigliano sostituisce Donadel. L’Hellas spinge a sinistra con Martinho in contropiede, Hallfredsson calcia dalla distanza sul fondo. Al 29’ Conte è costretto a cambiare Chiellini (noia muscolare) con Ogbonna.
Il pubblico si infuria al 31’ quando Doveri fischia fallo a Toni in attacco e non il contrario. Subito dopo la Juve segna ma l’azione è viziata da fuorigioco, la gara è ancora apertissima. Buffon fa un miracolo su Toni di testa al 34’, l’Hellas assedia i bianconeri. Peluso per Asamoah è il terzo cambio di Conte. Gomez entra al 41’ al posto di Cacciatore. Al 45’ capita quello che nessuno voleva vedere. Lichtsteiner tocca con la mano nella sua area un pallone sceso a campanile, Doveri dice di proseguire e lo stadio esplode. Ma il boato è molto, molto più forte poco dopo quando Gomez in tuffo regala il sogno. E’ sempre Romulo a pennellare con maestria. Fischia Doveri il fischio più giusto della sua gara, il triplice. L’Hellas ferma la Juve, ed ora non deve fermarsi.
ANDREA SPIAZZI
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Continua la lettura

"Mandemolo in B, no xè mia pronto ancora". Cissè incanta il Milan, venduto dal Verona per 8 milioni
Il talentissimo cresciuto nelle giovanili dell'Hellas, ha finalmente sfondato. Ci voleva poco per capirlo

Verona, è subito allarme. Errori e mercato, questo Hellas non è da A
Con l'Ascoli i gialloblù commettono errori gravi e vengono puniti. Squadra distante dalle ambizioni

Pagelle, che errore Kastanos. Oyegoke crolla, Livramento spreca
Mulattieri segna e sbaglia. Dawidowicz c'è già, Edmundsson cede. Talento Le Borgne

Baroni: "Partita buttata via. Siamo stati superficiali, ma ho visto una crescita"
L'allenatore del Verona: "Della prestazione sono anche contento, un passo avanti rispetto all’Entella, ma questo è un campionato in cui non puoi passeggiare"