Favini, responsabile del vivaio nerazzurro: "Frase senza intento razzista"

 

"Alzati, vù cumprà".

Questa frase, rivolta domenica scorsa al centrocampista ghanese del
Verona Alimeyaw Salifù
, è costata dieci giornate di squalifica ad Alberto
Grassi, diciottenne giocatore della Primavera dell'Atalanta. La
pesante sanzione inflitta dal giudice sportivo è stata accolta
con stupore e amarezza dal club bergamasco, che ha appena varato
un codice etico in cui sono previste punizioni per chi si rende
protagonista di atteggiamenti discriminatori.

 

Secondo il responsabile del settore giovanile Mino Favini (nella foto) non
è però questo il caso: "La frase è stata pronunciata in risposta
a una provocazione verbale, ma era assolutamente priva di
cattiveria e tantomeno aveva un intento razzista - è la difesa
di Favini - Lo dimostra il fatto che ogni tanto il ragazzo
rivolge lo stesso termine anche al compagno Bangal (originario
del Mozambico, nda), ma in modo del tutto scherzoso, senza
alcuna intenzione offensiva«.

 

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