Hellas devastante nella ripresa con Agazzi protagonista assoluto. Salgono in cattedra Iturbe, Romulo e Toni, per i clivensi non c’è scampo
La gara è bistrattata dalla gente: solo 10 mila gli spettatori col caro biglietti applicato dal Chievo che evidentemente ha influito non poco.
Verona in campo col tridente Iturbe, Toni, Marquinho. I centrali difensivi sono Maietta e Moras, ai loro fianchi agiscono Cacciatore e Agostini. In mediana Donadel la fa da play con a destra Romulo e a sinistra Hallfredsson.
Corini preferisce Radovanovic a Guana a centrocampo, in avanti ci sono Obinna e Paloschi con Hetemaj che spazia e fa da rifinitore.
Il Chievo prova subito a condurre le danze, di testa Obinna dopo tre minuti impegna centralmente Rafael. L’Hellas attende e fatica a salire. Vi riesce quando la palla giunge a Toni, che guadagna metri. La catena di destra fatica, con Cacciatore e Romulo imprecisi. L’Hellas tuttavia rischia poco nulla, con gli avversari che faticano a trovare spazi. Al 20’ Obinna sfrutta malissimo un contropiede e, controllato da Maietta calcia debolmente. Al 26’ Romulo si sveglia e dal fondo inventa per Toni, il colpo di testa è debole, ma Agazzi deve distendersi con fatica sulla destra per deviare in angolo. E’ il primo squillo del Verona. Donadel è costretto a buttare giù (giallo) Paloschi che scappa sulla trequarti.
Il Verona, intorno alle mezzora, inizia ad alzare il baricentro, ma i risultati sono poco apprezzabili e lo spettacolo non ne giova. Il Chievo gioca meglio, pur non incantando nessuno. Hetemaj sberleffa Cacciatore sulla sinistra al 40’, la palla finisce poi sul fondo. Piccole scintille di un primo tempo di cui non resta traccia, se non per bel un tiro da 30 metri, nel recupero, di Hallfredsson che scheggia l’incrocio dei pali.
Negli spogliatoi Corini sostituisce Dramè, dentro Sardo. Dopo un minuto il Verona ha una grande occasione con Iturbe che lanciato da Romulo si trova a tu per tu con Agazzi. Bravo il portiere a gettarsi in avanti e salvare la porta, ma l’errore clamoroso è dell’argentino. L’Hellas preme sull’acceleratore e va ancora vicino alla rete con un bolide di Romulo al 5’, ancora Agazzi salva. Il Chievo prova a reagire, ma in avanti non ha peso. Agazzi è ancora decisivo sulla terza palla gol dell’Hellas: al 9’ Iturbe fa 60 metri palla al piede dopo averla sottratta a Rigoni, arriva in area e smarca Toni che, defilato, trova il portiere a chiudere il pertugio sul primo palo.
Thereau per Obinna è la seconda mossa di Corini al 14’. Iturbe bombarda dal limite al 17’: palla alta di poco. Il Chievo è alle corde e il Verona è spietato. Cacciatore infila un pallone per Toni al 20’ dopo un’altra bella azione di Iturbe. Toni stavolta non sbaglia e infila il meritato 1-0 divenendo il goleador più prolifico, con 16 reti, della storia del Verona in serie A.
Si getta in avanti il Chievo. Al 27’ Sardo calcia dai 35 metri e Paloschi per un soffio non arriva a deviare un pallone che viene bloccato poi da Rafael. Romulo (ottima gara) non è preciso in un paio di contropiede che potrebbero chiudere il discorso. Così i clivensi ci credono. Entra Pellissier per Guarente. Mandorlini toglie Marquinho (gara opaca) e inserisce Marques. Sala-Romulo e Donati-Hallfredsson sono gli ultimi cambi 38’. Thereau mette i brividi al 39’ con una botta sul fondo. Sala, poi, spreca un contropiede. Il Chievo va all’assalto finale. Radovanovic dalla distanza calcia a lato di poco.
Donadel è bravissimo a intercettare palloni pericolosi al limite dell’area.
Il Verona rimane compatto nei cinque di recupero (Toni sbaglia in contropiede e così Iturbe), e vince.
Esulta la Sud, esulta la gente del Verona.
ANDREA SPIAZZI
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