Brutta figura al Bentegodi, Viola spietata, il Verona è solo Iturbe

Se qualcuno sperava in un Verona a caccia di punti per l’Europa è rimasto deluso.
La Fiorentina passa al Bentegodi facendo valere la maggior qualità ma mettendoci anche molta più determinazione per ottenere i tre punti. E la distanza finale di sole due reti, nel risultato, è unicamente merito di Juan Manuel Iturbe, l’unico a metterci davvero l’anima fino alla fine.

Spazio ai cori di reciproca stima tra curve, all’inizio (circa 500 i fiorentini presenti), poi la sfida sul campo che parte con la Fiorentina a fare la gara, e così sarà fino alla fine di una rocambolesca partita.

Romulo, fresco di convocazione in nazionale, riposa e rimane in tribuna, a centrocampo agiscono Sala, Donadel e Hallfredsson. In avanti al fianco di Toni spaziano Iturbe e Marquinho. La difesa è composta da Cacciatore, Moras, Maietta e Agostini.

Montella si affida a Cuadrado e Matos in avanti con Ilicic suggeritore. C’è Borja Valero.

Ilicic scalda i guantoni a Rafael dopo due minuti: palla in corner. Al 6’ Iturbe lanciato da Toni calcia piano di destro. Rafael para su botta di Aquilani all’8’. Il Verona se ne sta quatto quatto, poi colpisce al 13’. Una bomba di Iturbe al 15’ viene respinta da Neto lì dove c’è Sala che è bravo a insaccare. L’improvviso vantaggio gialloblù non cambia gli equilibri. La Viola preme, il Verona difende e riparte. Agostini scappa al 17’ ma non riesce a servire Toni in area. Ci prova Borja Valero con un sinistro dai 23 metri, la palla va alta di poco al 22’. Al 27’ Cuadrado di testa sfiora il palo alla destra di Rafael.
La Fiorentina è bella ma fatica a trovare il guizzo decisivo. L’Hellas tenta con fatica di tamponare le iniziative di Borja Valero e Pizzarro che mettono palloni pericolosi, ma non riesce a giocare il pallone. Così Cuadrado si infila in area da campione e spara una botta di destro sul primo palo su cui Rafael non può fare nulla. 1 a 1 e palla al centro.
Lo spagnolo, mattatore del centrocampo, spara ancora dai 22 metri, respinge Rafael al 33’. Il Verona non riesce a contenere la trequarti degli avversari, che vanno spesso al tiro. L’Hellas non esce dal guscio e rischia parecchio, anche perché non le riesce più nemmeno un contropiede.
La speranza di andare negli spogliatoi in parità, data l’inerzia della gara, si infrange al 44’, quando Pasqual mette dalla sinistra un pallone teso che attraversa tutta l’area e trova Aquilani, dalla parte opposta, ad insaccare indisturbato.
 

Parte con un altro piglio (film visto e rivisto) nella ripresa l’Hellas, ma la Fiorentina non molla, vuole rincorrere il Napoli e vuole chiudere la gara.
Ballano dietro i gialloblù ma alzano il baricentro riuscendo a intercettare alcuni palloni con Donadel e Sala. Iturbe è sempre pronto allo scatto ma Toni resta ancora poco fornito di palloni utili. Troppo poco, però.
Si cincischia fino al 18’, quando la Fiorentina passa ancora con Borja Valero. Cacciatore viene superato di testa da Aquilani, Rafael respinge corto e lo spagnolo la piazza in rete per l’1 a 3. Al 24’ Donadel viene inesorabilmente espulso dopo aver abbattuto il lanciatissimo Cuadrado al limite dell’area (ultimo uomo davanti a Rafael).
La partita si riapre, magicamente, al 28’, quando Iturbe si conquista un rigore messo a terra da Gonzalo. Toni spiazza Neto e va a 17 reti in campionato. Un minuto dopo Aquilani sbaglia un gol quasi fatto e la folla del Bentegodi ci crede.
Si rivede Cirigliano al 32’ (fuori Cacciatore). Iturbe fa impazzire il pubblico e tiene viva la speranza (da lui nascono entrambe le reti), ma una mano galeotta di Maietta la spegne. Matri su rigore (38’) mette fine alla contesa, poi, addirittura, fa il 5-2 (frittata difensiva) risultato pesantissimo che solo il genio di Turbe può attenuare.
Il campione argentino si invola e con orgoglio mette la palla in rete con un gran diagonale a mezza altezza. Il Verona oggi è stato solo lui.
ANDREA SPIAZZI

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