Davide oggi all'incontro con hellas1903.it ha ricordato l'impresa del 22 aprile 1990

"Andammo in campo sereni, contro uno squadrone, ma pensando che, in fondo, quel grande Milan potevamo batterlo, perchè nel calcio a volte succede".

Con la consueta modestia e simpatia Davide Pellegrini oggi ha incontrato i lettori di hellas1903.it alla libreria Terzo Tempo, per rivivere assieme l'emozione di domenica 22 aprile 1990, in cui andò in scena "L'Altra fatal Verona".

Era il Milan dei campioni olandesi, di Baresi, Costacurta, Maldini, che al Bentegodi quel giorno perse lo scudetto, per poi, un mese dopo, vincere la Coppa Campioni col Benfica.
Davide fu il match winner, con lo storico pallonetto nel finale a Pazzagli. Il sogno salvezza restò vivo grazie a quell'impresa, anche se durò solo sette giorni.

"Sì, ero felice, fui matto a tentare il pallonetto al gigantesco Pazzagli ma andò alla grande - commenta rivedendo le immagini e rivedendosi ragazzino - quella fu per me la più bella stagione a Verona, anche se finì male, con la retrocessione. Imparai molto dagli esperti del gruppo, Fanna, Prytz, Magrin. Bagnoli credette in me. Feci sei gol in A. Restai , poi, anche in B, nonostante mi avessero chiesto Roma e Samp. Lo feci anche per riconoscenza, e perchè arrivava Fascetti, che mi aveva formato a Varese tra i giovani".

"Ricordo - spiega Davide - che in quell'anno in cui tutti ci davano per spacciati dopo il girone di andata, i tifosi ci aiutarono molto. "Dateci una speranza" ci dicevano, senza incolparci o metterci pressione. E noi facemmo un ritorno da Uefa. Se, dopo l'impresa col Milan, ci fossero state altre due gare, penso ci saremmo salvati. Invece rimaneva Cesena per giocarsi tutto. E non finì bene. Restò, tuttavia, per me, un anno bellissimo".

ANDREA SPIAZZI

IL VIDEO DELLA PRIMA PARTE DELL'INCONTRO

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