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Che cosa ci ha detto Roma-Verona

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Punto buono o no, anche Tudor sbaglia, ma quale stanchezza. Ci sono occasioni da cogliere che valgono più di altre

Andrea Spiazzi

Ci ha detto che a Roma non è un buon punto se getti via un 2-0 in pieno controllo dopo 60 minuti di grande calcio, servendo all’avversario la testa dei migliori spediti in panchina sul più bello. No, non è un buon punto quello di ieri.

Che anche Tudor, bravo allenatore, sbaglia. E ieri ha cannato di brutto, e non è la prima volta. Per buona pace anzitutto dello spogliatoio dovrebbe ammetterlo, anche solo fra quelle mura che ieri avranno trasudato rabbia. Magari lo avrà già fatto. Le facce di Simeone e di Caprari nel momento del cambio ci hanno detto davvero tutto.

Questa storia del calcio che è cambiato con le cinque sostituzioni ha un po’ tanto rotto. Ci possono evidentemente guadagnare solo i club che hanno rose ampie in qualità. Ma per noi comuni mortali tre discreti non ne fanno uno davvero buono.

Ha seccato, quindi, anche l'argomento stanchezza. Ragazzi nel pieno delle loro forze, di 25-26 anni giocano. Giocano e basta. Giocano up to the end anche stanchi, se dal loro grande talento può sempre scoccare la scintilla. Juric disse: “Amrabat gioca finchè muore”. Un principio applicabile a tutti, a maggior ragione ai migliori che hanno le luci della ribalta a fronte di qualche sforzo in più. E ieri il Verona è andato a mille per 30 minuti, poi ha rallentato. Il primo errore è stato non provare a schiantare i giallorossi in bambola cercando il terzo gol già nel primo tempo.

Cancellieri (che ieri era comunque indisponibile) e Hongla quando potranno dire la loro? Che cosa devono ancora espiare? Di certo non avrebbero fatto peggio di chi è entrato.

Basta anche con la sostituzione perché si è ammoniti. Almeno qualche volta un rischio ce lo si può prendere, specie in partite così. Casale stava facendo molto bene. Meglio (forse) un rosso e saltare il Venezia, ma provare a strappare una succulenta vittoria all’Olimpico.

Come dice molto bene Lorenzo Fabiano nel video odierno, ci sono occasioni da cogliere che per i tifosi (ieri in più di 800 a Roma, cosa che non accadeva dai tempi d’oro) valgono più di altre. Come quella di ieri, con la possibilità a due passi, guadagnata per propri grandi meriti, di un successo storico che non avveniva da 53 anni, e invece gettata nel Tevere. La speranza è che il finale amaro possa definitivamente insegnare qualcosa.

Affermato ciò, ora possiamo anche guardare i 37 punti e dire: c'mon Hellas, domani è un'altra partita e si vedrà.

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