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L’errore più grave

L’errore più grave

Il Verona per un tempo senza lutto al braccio per ricordare Ciccio Mascetti. Ora si ripari allo sbaglio

Matteo Fontana

La giornata a Milano del Verona è da voto bassissimo - eufemismo -, e non per quanto avvenuto sul campo, dove con l'Inter che ha fatto l'Inter e con un Hellas che è apparso subito poco "dentro" la partita (troppo forte l'impatto degli avversari) la sconfitta è stata una conseguenza naturale.

L'errore più grave è  in quel primo tempo - destino delle cose, gli stessi 45' in cui Verona è stato travolto dalla squadra di Simone Inzaghi - con i giocatori che non hanno portato il lutto al braccio per ricordare Emiliano Mascetti.

Maurizio Setti, con evidente e grosso imbarazzo, è intervenuto dopo la gara per spiegare: "Chiedo scusa alla famiglia e a tutti - le dichiarazioni del presidente dell'Hellas -, purtroppo per una dimenticanza le fasce a lutto erano rimaste in hotel, e abbiamo dovuto mandare qualcuno a recuperarle. Mi dispiace molto e chiedo scusa a tutti".

L'ondata di proteste e di indignazione via social per quanto avvenuto è stata forte.

Capita a tutti di sbagliare e le scuse di Setti, arrivate (e ci mancherebbe) sollecitamente, sono da registrare con ragionevolezza.

Rimane la figuraccia, che non si elimina con le parole, ma con i fatti.

Pensare seriamente al ritiro della maglia col numero 8, dalla prossima stagione, sarebbe un segnale utile e considerevole.

La storia conta e il calcio è fatto di memoria. Capita di dimenticare, ma ricordati sempre di ricordare.

 

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