Hellas 1903 Visto da noi Pagelle, Faraoni decisivo, grande Gunter, classe Ilic
Visto da noi

Pagelle, Faraoni decisivo, grande Gunter, classe Ilic

Matteo Fontana
Berardi, che debutto. Udogie non ha paura di niente

PANDUR 6

Gioca con attenzione, controlla senza fatica. Poco o nulla piò sul gol di Rrahmani. Poi esce.

 

CECCHERINI 6

Non si fa di certo spaventare dalla potenza di fuoco. Ribatte e contiene con precisione.

 

GUNTER 7

Controlla con attenzione Osihmen.  Partita di grande sostanza, senza lasciare nessuno spazio agli avversari.

 

DIMARCO 6

Lo aspetta l’Inter, dopo che nel Verona ha trovato continuità ed efficienza. Puntuale anche al Maradona. Buona fortuna.

FARAONI 7

Come sempre ci mette corsa e determinazione. Piazza in porta il diagonale che dà al Verona l’1-1. Dimostra di essere, ancora una volta, un giocatore decisivo.

 

DAWIDOWICZ 6

Un tempo da lottatore. Non molla mai, soffre e regge. Dopo va fuori, ma nel futuro dell’Hellas c’è più che mai lui.

 

ILIC 6,5

Si muove con equilibrio, sbaglia poco, gioca con classe. Aggiunge e dà ordine alla manovra. Al solito, evidenti i margini di crescita che ha.

 

LAZOVIC 6

Fa da sbarramento sulla fascia di competenza, poi prova ad andare all’assalto, quando ne ha la possibilità.

 

BESSA 6

Ordinato, pulito, senza eccessi d’estro che avrebbero potuto essere dannosi, nel caso specifico.

 

ZACCAGNI 6,5

Il più creativo tra i gialloblù. Se andrà, com’è probabile, al Napoli, ci sarà arrivato con una prova di qualità, senza nessuno sconto.

 

KALINIC 6

Cerca di dare tempi e spazi di gioco all’attacco gialloblù. Lo fa con temperamento, sebbene incida poco.

UDOGIE 6,5

Non ha paura di niente. Contrasta, contiene. Un diciannovenne così non è roba da poco.

LASAGNA 6

Ci mette coraggio.

 

BERARDI 6,5

Al debutto in Serie A. Risponde con cuore, personalità e attenzione su ogni pallone. Bravo. Indispensabile.

 

LOVATO ng

 

RUEGG ng

 

 

JURIC 7

Al passo d’addio? Il finale, semmai, è notevolissimo. Verona è per sempre, il resto è un altro discorso. Se ha deciso così, ed è tutto da vedere, ancora, avrà avuto tutte le ragioni del caso, nel bene e nel male, al netto di un contratto da record, per il club, in scadenza tra due anni. Ha dato tanto fino all’ultimo, ha ricevuto un amore sconfinato, checché ne dicano i soliti sofisti esperti nello spaccare il capello in quattro, come il pallonaro desio fosse cosa da guelfi e ghibellini, ohibò. L’Hellas, vada come vada, andrà avanti come prima, più di prima, perché ne ha viste tante di peggio.