Una doppietta del brasiliano regala la vittoria ai gialloblù in una gara in bilico fino al 92'. Il secondo posto è ora ad una sola lunghezza
Il primo tempo regala sbadigli fino al lampo di Martinho. Classe pura, la sua, quando al 27’ va in verticale e riceve un assist di tacco da Sgrigna. Dal limite il brasiliano spara un bolide sotto la traversa, laddove Lamanna può solo tentare un goffo cenno da vigile urbano per fermare la bomba del ragazzo arrivato dal Catania. Uno di quelli che già aveva fatto la differenza per buona parte del girone di andata. Uno dei pochi che sa dare il cambio di passo ad un Verona che sembra sempre iniziare le partite, specie in trasferta, come un orso appena svegliato dal letargo.
Se la manovra dei gialloblù è sempre molto lenta, quella del Bari è quasi inesistente. Solo Iunco ci prova da fuori al 35’ ma Rafael in tuffo allontana il pericolo. Poi Cacia sbaglia il due a zero. Non sta bene, il bomber, e si vede.
Nella ripresa ci si aspetta un Verona finalmente capace di chiudere presto la gara, ma così non è. Perché la squadra arretra e concede spazi al Bari che va all’assalto. Sgrigna punge in contropiede e sfiora il gol con un diagonale che va fuori, poi Iunco segna al volo ma è in fuorigioco. La difesa gialloblù rischia su una discesa di Fedato il cui assist in area non trova nessun compagno a ricevere.
Cacia sbaglia prima un contropiede e poi una conclusione che Lamanna para. Al 19’ il Bari ha l’occasione più nitida: Caputo si trova una palla davanti a Rafael ma la sua girata è debole e centrale. Torrente, disperato, mette Galano, quarto attaccante, mentre Ferrari entra al posto di Cacia. Mandorlini toglie Sgrigna, pericolo numero uno in avanti per Laner: il messaggio è chiaro, difendiamoci. E l’Hellas lo fa anche in 11 contro dieci nell’ultimo quarto d’ora in seguito all’espulsione di Rossi che mima una testata a Gomez.
Per fortuna che c’è Martinho che al 93’ mette fine all’arrembaggio pugliese chiudendo in maniera perfetta un contropiede portato avanti da Nielsen. Tanta sofferenza per avere ragione di questo Bari, ma la vittoria c’è, come pure il balzo in avanti in classifica. Il Livorno è avvisato.
Andrea Spiazzi
BARI (4-3-3): Lamanna; Ristovski, Ceppitelli, Polenta, Rossi; Romizi (dal 25' pt De Falco; dal 25' st Galano), Sciaudone, Bellomo; Iunco, Fedato (dal 35' st Defendi), Caputo.
Panchina: Pena, Tallo, Ghezzal, Altobello.
All.: Torrente.
VERONA (4-3-3): Rafael, Cacciatore, Maietta, Ceccarelli, Albertazzi; Nielsen, Jorginho, Martinho; Gomez Taleb (dal 44' st Carrozza), Cacia (dal 25' st Ferrari), Sgrigna (dal 18' st Laner).
Panchina: Berardi, Rivas, Bianchetti, Crespo.
All.: Mandorlini.
Arbitro: Barcani di Firenze.
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