Diritto di difesa fortemente limitato. E non sono ammesse audizioni testimoniali

Sarebbe una vittoria storica, quella del Verona, se la società gialloblù riuscisse ad arrivare all'annullamento delle sanzioni comminatele dopo la gara col Milan.

La chiusura della Curva Sud e i 50000 euro di multa inopinatamente addebitati all'Hellas passano per il vaglio della corte sportiva d'appello di Roma.

Difficile, sulla base di quanto consentito dal codice federale, che si possa arrivare ad un successo. E questo per quelli che sono i limiti imposti dalla stessa normativa.

Nessun contributo audiovisivo introducibile in giudizio. Nessuna testimonianza ammessa. Nessuna audizione consentita. Una riduzione del diritto di difesa che, si fosse nell'ambito della giustizia ordinaria, comporterebbe un'immediata dichiarazione di incostituzionalità. Recita l'articolo 24 della Carta: "La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento".

Non è evidentemente così in ambito sportivo. Gli strumenti impiegabili dal Verona sono pochi: gli articoli pubblicati sulla vicenda, l'assenza di riferimenti mediatici ai presunti cori contro Muntari. Le note diramate dal Milan e dalla questura.

Per questo la struttura dirigenziale e legale del club è chiamata ad un mezzo miracolo per arrivare, perlomeno, ad ottenere un supplemento d'indagine sui fatti avvenuti domenica al Bentegodi.

M.F.

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