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Cessione Verona? Zero offerte, e non pare il momento

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Perchè a Setti non conviene vendere ora

Andrea Spiazzi

Che da qui a pochi anni la grande maggioranza, se non tutte, le squadre di A e non solo possano essere cedute a investitori stranieri è un'ipotesi piuttosto credibile.

Può essere anche questa la ragione per la quale spuntino voci di offerte estere per l'acquisto del Verona.

A quanto ci risulta queste offerte, al momento, non sono pervenute sul tavolo di Setti.

Sembrano oltretutto eccessive le valutazioni del club che si osservano, 180 milioni forse è una cifra un tantino esagerata.

Il presidente dell'Hellas si trova in una situazione di positività economica che solo pochi anni fa nemmeno immaginava. Questa una delle ragioni per la quale sembra davvero improbabile che possa cedere un club, in attivo appunto, e che con le cessioni del prossimo mercato si appresta a esserlo ancor più. Oltretutto il prezzo del cartellino dei calciatori può variare, possono emergere nuovi pretendenti e non esiste solo il mercato italiano.

Una serie di variabili che fanno pensare che non sia questo il momento per cedere, e che Setti non lo voglia fare. Poi se arriverà lo sceicco o chi per lui che si innamora di Verona, per carità, ma qui bisognerebbe interrogare la Sibilla Cumana.

Il patron gialloblù ha altro a cui pensare ora: quanti punti da qui alla fine farà la squadra, prolungare o meno il contratto di Tudor. E, soprattutto, conoscere la scelta di Tony D'Amico in tempi brevi, per rilanciare con lui o dover affidare il suo gioiello di squadra a qualcun altro.

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