Gran primo tempo del Verona, che però non passa con le parate di Silvestri. Farias e Cutolo nella ripresa abbattono i gialloblù
Che delusione. Ancora. Esce sconfitto tra le mura amiche il Verona da un altro derby, il Padova vince 2-0. Altrochè 10 punti sulla quarta. Sconfitta pesantissima per l’Hellas, che proprio non ne vuole sapere di approfittare di un campionato che le lascia spesso grandi possibilità di mettere in sicurezza un obbiettivo mai come quest’anno così raggiungibile.
I due ex Farias e Cutolo firmano una vittoria, alla fine, meritata. Perché è vero che il Verona nel primo tempo domina e che Silvestri fa gli straordinari, ma è altrettanto vero che il Verona non segna, mentre il Padova, spietato, non fallisce.
Gara a due volti. C’è tanto, tantissimo Hellas nei primi 45. Cacciatore si sgancia a destra, Martinho (il migliore dei gialloblù) a sinistra, Hallfredsson è più avanzato del solito. Jorginho, inutile dirlo, lancia alla perfezione e chiude quando serve. Cacia, seppur sempre troppo solo al centro dell’attacco, è un pericolo. Il Padova sbanda non poco e non riesce a coprire le avanzate gialloblù sulle fasce. Gomez è come al solito impiegato all’indietro, ma quando parte sembra un cavallo pazzo, salvo poi perdersi sul più bello. Manca solo lui, il gol. L’Hellas ci va vicino in almeno 4 occasioni: al 10’ con un colpo di testa di Gomez imbeccato da Hallfredsson, para Silvestri in tuffo. L’islandese poi non approfitta di una sbandata del portiere padovano che esce dalla porta per fermare Cacia: il tiro dai 18 metri del centrocampista, a porta sguarnita, finisce fuori. E’ la volta quindi di Laner a divorarsi un gol a tre metri dal portiere tirando centrale e, sulla ribattuta, a calciare alto. Il monologo prosegue, e al 32’ uno Sgrigna sottotono calcia male su assist di Gomez. Si fa male Moras, alla mezzora. Un guaio muscolare lo costringe ad uscire, dentro Maietta. Il forcing prosegue, ci provano Laner e Jorginho dalla distanza, niente. Il Padova sta tutto in un paio di contropiede pericolosi di Cutolo, fischiatissimo, che spreca, e in qualche sporadico e goffo tentativo di Babacar.
Bisogna buttarla dentro nella ripresa. Gomez e Martinho ci provano subito. Il Verona prosegue ad attaccare, il Padova annaspa. Il divario tecnico tra le due è ancora una volta evidente.
I minuti però scorrono e la linfa dell’Hellas pare esaurirsi. Così, complice un impappinamento generale della difesa, Farias segue una palla portata avanti con caparbietà dai padovani e buca Rafael da due passi. Non esulta l’ex, ma i suoi compagni sì. E trovano fiato e coraggio. Tanto, dopo un tiro violento di Gomez parato da Silvestri, da segnare ancora. E’ proprio lui, Aniello Cutolo, beccato a più riprese dal pubblico, a infilare Rafael con una parabola imprendibile. Lui esulta col gesto delle orecchie, il Bentegodi è inviperito e gliene urla di tutti i colori.
Il Verona è a pezzi. Rimane in campo Cacia, spentissimo, e non si capisce il perché. Rivas sostituisce Laner. Al 32’ entra Ferrari per Sgrigna, ma i buoi sono già scappati. E’ il Padova a comandare il gioco, ringalluzzito. Rafael evita il tre al 34’ su Farias che forse non se la sente di infierire troppo sulla sua ex squadra. Termina con uno show di Silvestri, autore di una prova egregia, che ferma per due volte Gomez a caccia del gol che possa riaprire i giochi. Solo Rivas ci prova fino all'ultimo.
Un palo clamoroso di Farias, generoso, chiude la gara.
L’Hellas fallisce l’ennesima prova di maturità.
Andrea Spiazzi
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