COSTA RICA, HELLAS E SOGNI, UNA SCUOLA CALCIO COL CUORE GIALLOBLU’ A QUEPOS

COSTA RICA, HELLAS E SOGNI, UNA SCUOLA CALCIO COL CUORE GIALLOBLU’ A QUEPOS

Bambini e ragazzi giocano a pallone nell’Academia di Andrea Fantacci, grande tifoso del Verona: “Sarebbe bello disputare un’amichevole al Bentegodi”

di Redazione Hellas1903

C’è un oceano che divide Verona da Quepos. Costa Rica, un Atlantico più in là. Andrea Fantacci ci si è trasferito da dodici anni. Immenso tifoso dell’Hellas, sempre al fianco della squadra finché la vita non l’ha portato in Centro America (“Ma dagli scalini della Curva Sud non mi sono mai mosso”, sospira). Ora quei colori amati, venerati, li vestono bambini e ragazzi che vengono dalle strade di un paese lontano: “Nel 2010 abbiamo fondato l’Academia de Futbol Hellas Verona”, dice Andrea.

I sogni negli occhi grandi di quei piccoli giocatori che crescono. Sono in 120, hanno un’età che va dai cinque ai tredici anni: “Io sono l’allenatore – il racconto –, insieme al mio amico Cristian. Poi c’è Carlos, giardiniere e addetto al campo, e mia mamma Edda che lava, stira e prepara le maglie. Per i trasporti ci arrangiamo, organizzandoci con le macchine, oppure, se possibile, noleggiamo un bus o dei pulmini”. E addosso le maglie gialloblù: “Prima di lasciare l’Italia, il magazziniere del Verona mi consegnò due mute, che ancora conserviamo. Quando è nata l’Academia, grazie a dei cari amici, Michele e Federica, l’allora presidente Giovanni Martinelli ci fece avere degli interi completi. Un’attenzione a quel facciamo in Costa Rica che vorrei riscontrare nell’attuale società, con cui ho avuto dei contatti che però non hanno avuto seguito. Spero che ci siano sviluppi presto: avere una scuola calcio in Costa Rica permetterebbe di creare un progetto sociale pressoché a costo zero”.

Andrea guarda i chicos che corrono, che vivono: “Perché prima di tutto noi vogliamo forgiare uomini, non giocatori. Spesso, viste le condizioni economiche in cui si trovano, l’unico abbraccio che questi bambini ricevono è quello dell’Academia. E i principi che trasmettiamo sono quelli della disciplina, dell’amore, della tolleranza, della pazienza, del perdono, dell’onestà, dello spirito di squadra: una luce differente, quella che ti permette di crescere credendo nel rispetto delle regole”.

E poi ci sono, anche, i risultati. Per i più piccoli, la vittoria contro la selezione della Costa Rica, in una partita giocata allo stadio nazionale della capitale, San Josè. Gli under 13 che hanno conquistato il trofeo zonale battendo in rimonta per 5-3, dopo essere stati sotto per 3-0, l’Academia di Manuel Antonio, un paese vicino, in un derby locale: “Ma i sogni che ho sono altri – dice Andrea –, vanno ben oltre una gara vinta. Vorrei far capire a questi ragazzi che il talento ha bisogno del cuore, sennò non lascerai mai il tuo campetto. E dopo mi piacerebbe portarli al Bentegodi per un’amichevole con il Verona, e anche che il Verona venisse qua”. Andrea sorride: “Mio figlio Gianluca gioca con la maglia numero 11 gialloblù. Io scherzo con lui, gli ripeto che è un bravo pittore, e che come calciatore migliorerà. Così aspetto che, con quella casacca, quella di Elkjaer e Zigoni, segni un gol e mi corra incontro e mi dica: “Hai visto papà, che pennellata il pittore!”. E sarebbe bello se lo facesse in dialetto veronese”.

MATTEO FONTANA

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