Dimarco: “Verona, che gruppo. Sono qui per Juric”

Il nuovo terzino dell’Hellas: “Grandi emozioni con la Juve. Adesso sotto con l’Udinese”

di Redazione Hellas1903

Federico Dimarco si presenta alla stampa nel Centro Sportivo “Paradiso” di Peschiera del Garda. Queste le parole del nuovo acquisto gialloblù:

“Perché sono arrivato qui? Era da tempo che dovevo venire, si era iniziato a parlarne a inizio gennaio. Poi ci sono stati degli infortuni all’Inter, in attesa dei rinforzi a gennaio ho dovuto aspettare l’ok della società. Ho scelto il Verona perché ha un mister preparato, forte, e penso sia tra i pochi in Italia a cui piace giocare con i giovani. L’ho scelto anche perché è una squadra contro cui mi piaceva giocare. Quando ci sono state altre squadre non le ho nemmeno tenute in considerazione. Da quando c’è stato l’interesse ho guardato sempre le partite quando potevo. Penso che il modulo sia adatto per me”. 

“Sapevo che la squadra andava bene. Sono venuto qua perché penso che il mister possa darmi qualcosa in più a livello tecnico, tattico e realizzativo. Ho avuto una bella impressione, qua si lavora forte. Ci sono ragazzi giovani, che hanno voglia di esprimersi. Non potevo chiedere un esordio migliore contro la Juve. Al gol di Pazzini ci siamo abbracciati tutti, qui c’è un grande gruppo”.

Sul paragone tra Conte e Juric: “Si può fare per il lavoro sul campo, ma hanno metodi diversi su come stare in campo. Sono difficili da paragonare, con Conte giocavamo ogni tre giorni, ci sono state poche settimane lunghe. Con Conte all’Inter si lavorava forte, penso sia un bagaglio che mi porto dietro, e spero possa servirmi in questo finale di stagione”.

“Se voglio rimanere? Certo, penso che quattro mesi non siano moltissimi per lavorare. Me lo devo guadagnare sul campo, mi farebbe piacere restare un anno e mezzo. Sono giovane, sto crescendo, ma mi piace trascinare la squadra, tenere l’attenzione alta”.

Sui tifosi: “Fa piacere che i tifosi seguano la squadra, possono darci un supporto anche quando la squadra è in difficoltà”.

“Trasferta a Udine? Dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo, non mollare di un centimetro perché ci aspettano tutti al varco. Alla prima disattenzione ci danno contro. Dobbiamo continuare a lavorare e sognare. Giocare lì non è facile. Dovremo andare lì con grande attenzione e riuscire a portare a casa il risultato”.

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