In vantaggio con Hallfredsson, il Verona rinuncia a giocare e per gli azzurri è un tiro al bersaglio

E’, forse, pretendere troppo, di vincere o far punti a Napoli grazie a un gol dopo venti secondi, puntando poi solo a difendere, lasciando l’avversario provarci decine di volte, non riuscendo a giocare la palla, e affidandosi al solo e pur bravo Rafael. Così il Verona esce rotto, mostrando i denti solo nella ripresa. Troppo tardi. E troppo tardi Mandorlini cambia, solo quando, come col Milan, va sotto. Di buono, se vogliamo trovarlo, c’è Nico Lopez, un ragazzo che chiede solo di giocare e che firma un altro gol d’autore riprendendo, seppur per poco, la gara.

5-3-2 iniziale per il Verona. Nessuna sorpresa particolare tra i titolari. I tre centrali sono Sorensen, Moras e Marques, a destra cè Martic, a sinistra Brivio. In mezzo il trio Ionita, Tachtsidis e Hallfredsson, in avanti Toni e Gomez. Resta deluso chi si aspettava di vedere Nico Lopez dal primo minuto. La massima, evidente, è quella del primo non prenderle. Insigne, Hamsik e Callejon stanno dietro a Higuain, a comporre un attacco, sulla carta, di fuoco. 

25 secondi dall’inizio. Toni smista, una palla respinta trova il sinistro a volo di Hallfredsson che spara il missile. La traiettoria è implacabile e Rafael è fulminato. Gol shock dell’islandese con dedica al padre in cielo. L’omonimo portiere gialloblù si supera al 4’ su Insigne. Il Napoli va all’assalto e l’Hellas soffre ma ha al 9’ una grande occasione per il raddoppio in contropiede. Hallfredsson calcia da sinistra, la respinta di Rafael trova Toni in buona posizione ma l’attaccante non riesce a dare al pallone la forza necessaria e il portiere raccoglie.

Il Rafael gialloblù compie un’impresa su Higuain al 13’ togliendo dalla porta un calcio a volo preciso e potente dell’argentino su imbeccata di Insigne. Piovono palloni roventi in area gialloblù. Sorensen spazza, Moras cerca di tamponare ma è Rafael il grande protagonista. Il portiere trasmette sicurezza e chiude la saracinesca. Il Verona però riparte poco, non riesce a creare gioco e si affida a lui, perché, nonostante la muraglia anti-Napoli, gli azzurri in porta ci arrivano eccome. I minuti passano e il risultato non cambia, la fiducia aumenta, ma è fondata sulla sabbia. L’ennesimo intervento di Rafael è al 41’ su tiro da fuori di Insigne. L’assalto del Napoli è premiato al 44’ quando Hamsik raccoglie un ennesimo pallone in area e realizza una sorta di rigore in movimento, 1 a 1.

Si riparte con gli stessi undici, nella ripresa. Callejon si mangia il gol al 48’, calciando alto da pochi passi. L’Hellas non cambia, difende basso e non riesce a giocare la palla. Il Napoli mostra i primi segnali di stanchezza e pecca di precisione nell’ultimo passaggio. Rafael va alla Garella al 57’ su Hamsik, ma non può nulla un minuto dopo sullo stesso slovacco che raccoglie e spedisce in porta una ribattuta dello stesso Rafael dopo un liscio in difesa di Ionita. Il centrocampo gialloblù è lento, non crea e nemmeno recupera a sufficienza. I cambi, come contro il Milan, arrivano solo a punteggio sfavorevole. Nenè e Nico Lopez rilevano Toni e Sorensen. Si torna al 4-3-3 con Gomez, Nenè e Lopez. Il Verona alza il baricentro e riesce, finalmente, a mettere assieme sei passaggi di fila. Che scoperta, Nico Lopez ci sa fare! E segna al 67’ dopo aver messo a sedere due avversari. 2-2.
La festa dura poco, un minuto dopo Higuain trova un’autostrada (Marques “sviene” sul dribbling”) e fredda Rafael. Benitez mette Inler al posto di Jorginho. Udite udite, si vede anche Saviola, non si sa mai che sia buono. L’ex Barcellona entra al 73’ al posto di Marques, si passa al 4-2-4. Nenè si divora il gol del pareggio al 74’. Callejon non perdona in contropiede al 76’ e fa il quarto, proprio mentre l’Hellas attacca. Ma è senza freni, il Verona, passato in dieci minuti dal 5-3-2 al 4-2-4.

Il Napoli deve rifarsi un’immagine coi suoi tifosi, e non si ferma. Fa il cinque all’84’, ancora con Higuain servito da Albiol dal fondo. Sarebbe buono anche il sesto dell’argentino, ma l’arbitro annulla per fuorigioco. Callejon centra pure il palo. Arbitro fischia, per pietà. No, Gervasoni concede il rigore (fallo di Hallfredsson su Mertens) e Higuain fa tripletta. L’umiliazione è compiuta.

ANDREA SPIAZZI 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Continua la lettura