Il Verona che non c'è
Scena muta del Verona a Brescia. Doveva essere la partita del risveglio: ci si aspettava carattere, corsa, rabbia agonistica. Questo, soprattuto, insieme a un risultato positivo che, talvolta, è dettato dagli episodi, ma che stavolta è stato chiarissimo.
L'Hellas è stato colpito e affondato da una squadra. Il Verona, invece, è una non-squadra. Scrivevamo, pochi giorni fa, di un'involuzione. Ora si è arrivati a una situazione inaccettabile. Non c'è coraggio, non c'è tenacia. Non c'è organizzazione. Non c'è niente che possa dare a chi veste la maglia gialloblù la consistenza di un gruppo.
Attenti, perché la B è spietata e basta poco per trovarsi in guai enormi. A questo punto, siamo sinceri, 9 club su 10 avrebbero già fatto una scelta precisa, e non serve puntualizzare quale sarebbe.
La stagione è aperta, niente è buttato definitivamente. Però questo non è il Verona: è una brutta copia di quel che ci si attende da una rosa che ha uomini e mezzi in abbondanza, e che non può permettersi di essere presa a schiaffi da chicchessia. Il Brescia è una realtà di valore, ha alcuni giocatori di splendida caratura, come il meraviglioso Sandro Tonali, ma il calcio non è fatto soltanto di tecnica.
Senza scivolare nella crassa retorica del cuore e dell'anima, non è ammissibile cadere così. Qualcuno (chi ha il compito di prendere le opportune decisioni) ci pensi sopra. E si dia una risposta.
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