Mandorlini rivoluziona il centrocampo, Toni non incide, è serata no nonostante l’impegno messo in campo. Banti sorvola su un intervento di Ranocchia su Toni
L’Inter vince al Bentegodi. Due gol e due traverse possono far pensare a un predominio nerazzurro assoluto. In verità i milanesi accelerano solo nei primi venti minuti dei due tempi, segnando ogni volta, poi giochicchiano e pure male. E il Verona? Tanti i chilometri macinati, tanta la grinta messa in campo, ma quasi nulli i pericoli creati ad Handanovic.
Assenti Hallfredsson, Agostini e Gomez, via agli esperimenti Hellas. Nel tridente ci va Romulo, assieme a Toni e Iturbe. Sala la fa da interno, con Donati in mezzo e Marquinho a sinistra. La difesa vede la conferma di Maietta e Moras centrali, i laterali sono Cacciatore e Albertazzi.
3-5-2 per l’Inter con Palacio e Icardi in avanti.
La gara inizia con buon ritmo. L’Inter al primo affondo coglie la traversa con un colpo di testa a palombella di Icardi. L’argentino un minuto dopo grazia Rafael sbagliando di testa un facile pallone che arriva dal fondo. Dietro il Verona barcolla e si affida alle ripartenze di Iturbe e Romulo, che partono molto da dietro. Guarin lancia Icardi al 12’, Moras non va per il sottile al limite, Banti lascia proseguire. Il centrocampo del Verona è sovrastato dai nerazzurri. Il predominio interista è suggellato al 14’: Palacio la mette dentro da pochi passi su assist di Jonathan che uccella Albertazzi sulla destra. Cacciatore fatica maledettamente ad aggiustare il piede quando va sul fondo, anche se ce ne dà. Marquinho col destro sfiora il palo al 25’ e riaccende le speranze. Al 28’ Toni va giù in area ma il leggero tocco di Ranocchia non convince Banti che lascia correre tra l’ira del Bentegodi. Il Verona prende le redini della gara, pur con troppa frenesia, e si spreme alla ricerca del pari. L’Inter perde palloni su palloni, gioca male e vivacchia sul minimo vantaggio. Sala cresce a centrocampo. La grinta dell’Hellas non basta, Toni è fiacco e Iturbe non viene cercato come meriterebbe.
La ripresa vede il Verona partire a razzo, l’Inter è in affanno e si salva con l’esperienza. Martinho si scalda e viene da pensare che dovesse essere in campo dall’inizio. Al 9’ una punizione di Jonathan a giro di sinistro si stampa sulla traversa, Hellas graziato dai legni per la seconda volta. L’Inter capisce che solo aspettando rischia e prova a colpire ancora con un piattone di Guarin che finisce in curva Sud. Iturbe prova a risolverla da solo ma spara alto al 17’. L’Inter effettua il suo vero primo contropiede al 18’ e segna. Va Jonathan, il migliore dei suoi, semina il panico a destra, Maietta si impappina su un rimpallo e il brasiliano ha il tempo di ribadire in rete da un passo. Al 27’ Marquinho va splendidamente sul fondo e mette dentro, Moras impatta male e sbaglia clamorosamente di testa da tre metri.
Mazzarri toglie D’Ambrosio e Guarin per Zanetti e Kovacic. Al 30’ entra Martinho al posto di un Cacciatore spolmonato. L’Inter spreca nel finale ed evita una sconfitta peggiore ai gialloblù, che con Iturbe e Romulo sfiora il gol della bandiera nel recupero (Handanovic chiude la serranda).
Il Verona si spreme ma crea troppo poco, e fa ancora più rabbia perdere contro un'Inter che della grande squadra ha solo i ricordi in bacheca.
Finisce con Mandorlini che saluta il pubblico nerazzurro che canta “Mandorlini uno di noi”. Vabbè, si vive anche di ricordi. Ah, e viva la salvezza.
ANDREA SPIAZZI
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