Parma-Verona, gli appunti. Che goduria! E finalmente la vitamina C

Parma-Verona, gli appunti. Che goduria! E finalmente la vitamina C

Finalmente anche la sorte dà una mano a un grande Verona

di Andrea Spiazzi, @AndreaSpiazzi

Se tornare da Lecce col bottino pieno è stata la prima scintilla che ha fatto intendere che il Verona era tosto, rientrare dall’Emilia con tre punti in saccoccia è stato ancora meglio. Perché si veniva da due ko di fila, e perché infilare squadre che vantano portafogli molto meglio forniti dà sempre quella soddisfazione in più. Corsari, su tre vittorie due tra mura nemiche.

L’attacco non segna? Siamo al “chisseneimpippa”. 12 punti in 10 gare sono un bilancio più che sufficiente per capire che la carenza strutturale del reparto avanzato per via di gol non è, attualmente, un handicap penalizzante ai fini della salvezza. Perché, sia chiaro, con un bomber il Verona sarebbe in zona Europa senza problemi. Con la miglior difesa del campionato (fattore essenziale e uno dei marchi di fabbrica dell’Hellas di Ivan Juric) il deficit di reti fatte non incide per l’obbiettivo di stagione. Ciò non toglie che si resta sempre in attesa delle marcature degli avanti, non è che l’idea faccia proprio schifo, ecco. L’occhio al mercato comunque resta, anche due.

Vitamina C. La fortuna gira dalla nostra, doveva pur accadere per non iniziare a credere davvero di avere contro qualche sortilegio. La traversa che balla ancora per la bomba di Gervinho è manifesto che la sorte toglie e dà, anche se siamo ancora notevolmente in debito. Pure Darko Lazovic lo avrà pensato, vedendo finalmente entrare a meraviglia una delle sue non rare conclusioni.

A Parma i colleghi locali tentavano di dare, dopo il primo tempo, una giustificazione alla prova della loro squadra. “Paghiamo lo sforzo con l’Inter” fa uno. “Eh ma hanno giocato anche loro” ribatte un altro. “Ma quel 34 è dappertutto!”. Gaudio per le nostre orecchie, mentre in silenzio sorseggiamo il caffè.

Nulla da fare sul versante pronuncia. Rrahmani (di dice Ra-k-mani) in pay-tv resta “Ramàni”, mentre tutta da ridere (o da piangere) è la nuova tendenza del cronista degli highlights di Lega: “Kumbullà”. Aioh, quanto è forte questo qua.

Sui binari giusti per il Brescia. Risollevato morale e classifica, ecco arrivare quello che è ancora giusto considerare uno scontro salvezza. Loro non sono da sottovalutare. Rognosi e con qualità in rosa. Certo, hanno molto più da perdere. Con testa e gambe si può far bene, domenica alle 15, tornando a giocare di giorno festivo, e in orario di tempi ormai lontani, con ancora “sul stomego el vedèl co’ la pearà”.

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