Come un bambino viziato sputa nel piatto, ma il Verona si toglie un peso
Si chiude oggi un penoso capitolo della storia del Verona. Antonio Cassano è stata una scommessa perduta in partenza. I rischi c’erano tutti, ma immaginare si potesse arrivare a tanto era difficile.
Il Verona si è comportato, nei suoi confronti, in maniera impeccabile. Coccolato e soccorso da Filippo Fusco, spronato da Setti, il calciatore barese ha avuto persino un trattamento speciale, con tanto di visita della moglie in ritiro e di partenza anticipata dallo stesso.
Nonostante ciò, come un capriccioso bambino viziato, Cassano ha sputato nel piatto preparato con tanta cura per lui. Ha nel frattempo, mentre meditava l’addio, firmato autografi e dispensato sorrisi. Preso per i fondelli tutti.
Perché il fatto più grave è la sua dichiarazione sul twitter della moglie: “Non ho intenzione di lasciare il calcio, semplicemente non me la sento di continuare con l’Hellas Verona… mentalmente non sono motivato a continuare in questo club”. In sostanza dice che “la colpa” è del Verona (forse qui doveva allenarsi come gli altri?) perché scripta manent, e questo è quello che c’è scritto. Che poi in realtà sia la mancanza di volontà o una testa che non gira a dovere la causa del suo mal, poco oramai ci importa. Speriamo almeno non parli più, magari volendo raccontare i motivi, veri o fasulli, del suo schiaffo all’Hellas, qualcuno lo fermi.
Oggi è arrivato Marcel Buchel, onesto centrocampista che merita molta più attenzione, così come gli altri nuovi arrivati e come quelli rimasti.
Le cassanate son finite, ora entrino in scena i calciatori degni di questo nome.
Foto: Francesco Grigolini - Fotoexpress
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