Sogliano, nessuna alternativa: avanti col Verona. Dopo il disastro c’è da costruire la risalita
L'angosciante stagione del Verona è finita. Alleluja! L’Hellas si toglie l’enorme peso dell’inAdeguatezza, delle 23 sconfitte, del Bentegodi terra di conquista, e molto avanti con le tristezze si potrebbe andare. A rapporto va la peggiore retrocessione della storia. Perfino la squadra assemblata dal povero Fusco con Pecchia, costretti a un mercato a zero euro per raddrizzare i conti di Setti (unico esborso 900 mila euro per il prestito di Kean), fece più punti: 25.
È stato l'Hellas del calcio al contrario, applaudito per il bel gioco (dov'era?) specie dai ruffiani, alla faccia dei miseri punticini raccolti. Della rosa all'altezza gestita in maniera dilettantesca. Delle casse piene e dei tifosi senza vittorie. Delle non scelte, delle promesse al vento.
Sogliano, che molti altri club, visti i risultati, avrebbero silurato in seguito al tracollo, ha fatto attendere Presidio (che non vede altro direttore all’infuori di lui) per il rinnovo di contratto aspettando qualche segnale che non è arrivato. La Roma va spedita su quel Tony D’Amico che sgranò successi e gran calcio in gialloblù. Ora, non si pretende uno Zamparini, ma un minimo di decisionismo Presidio lo dovrà pure avere. Questo balletto sul cadavere non piace a nessuno. Dentro o fuori.
E sarà dentro, molto presto verrà comunicato. Il ds rimarrà (scritto da molte settimane) con l'obbiettivo dichiarato da Puscasiu di costruire un gruppo vincente per l'immediata risalita. Tornare su subito, aggiungiamo noi, è il minimo sindacale dopo un simile colossale e vergognoso fiasco.
Il duro e tenebroso Sean, accettando di proseguire, diverrà dunque anche il garante della bontà del projecto presentatogli. Meglio così, fugati i dubbi, ci sarà modo di mettersi subito al lavoro per la rivincita che tutti attendono. Toccato il fondo (si spera!) col Fondo, si dovrebbe rimbalzare. Fino ad arrivare quanto in alto lo scopriremo. Buona B a tutti.
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