Tommasi: “Calcio baluardo dell’inclusione. Passa l’assioma di Verona razzista, Hellas e amministrazione facciano di più”

Tommasi: “Calcio baluardo dell’inclusione. Passa l’assioma di Verona razzista, Hellas e amministrazione facciano di più”

L’ex gialloblù e presidente dell’Aic: “Mi fa paura quando si accostano le parole immigrazione e problema”

di Redazione Hellas1903

Damiano Tommasi, ospite all’incontro pubblico “Traguardi per Verona”, organizzato dal movimento civico “Traguardi” al Cinema Teatro K2, ha parlato di alcune tematiche inerenti al tema dell’inclusione nello sport e al problema della violenza e del razzismo nel calcio.

L’ex Verona, Roma e Nazionale italiana, attuale Presidente dell’Associazione Calciatori e consigliere federale della Figc dice: “Nel calcio, quello che entra nel tessuto sociale, le società dilettantistiche ragionano come se avessero iscritto il futuro campione. I numeri dicono che l’ultimo nato a Verona che ha vestito la maglia della nazionale è il sottoscritto, che ha 45 anni. Sono passate generazioni di ragazzini e se si ragiona impostando lo sport su quello, stiamo perdendo 20 anni ancora.

Parlando, poi, di pallone come inclusione, il calcio ne è il primo baluardo. I ragazzini se vanno a scuola hanno la difficoltà della lingua, se frequentano la parrocchia quella della religione, ma se prendono un pallone non c’è difficoltà. Nello sport si possono trovare le chiavi della creazione del futuro della nostra società. A me fa paura quando si legano le parole problema e immigrazione. La vita è fatta di immigrazione, moltissimi giovani italiani, le statistiche sono impressionanti, sperano di andare all’estero, sperano quindi di essere immigrati. E di diventare un problema da un’altra parte, se questo è l’assioma. Questo mi fa paura, l’uso delle parole”.

STADI E IL DECISIONISMO CHE MANCA IN ITALIA. Venendo alla violenza e al razzismo attorno al mondo del calcio professionistico, l’ex gialloblù spiega: “Bisogna essere netti. Nel caso Bernardo Silva-Mendy la Federazione inglese ha preso una posizione (possibili 6 giornate di squalifica per il portoghese). Dopo Inter-Napoli dello scorso anno con la morte del tifoso Davide Bernardelli e i cori contro Koulibaly, abbiamo fatto un grande tavolo  con l’Anci, le forze dell’ordine, gli arbitri, i calciatori e la stampa. Ho percepito, però, molta indecisione tra le parti sul da farsi. Dopo Juve-Verona, con la curva bianconera priva dei loro capi, il Questore di Torino ha detto di aver capito che si può fare a meno anche degli ultras dentro uno stadio. Questo deve far riflettere. Conosco poco la mentalità ultras, ma la capisco. C’è però un limite, il rispetto delle regole. Il caso Juventus ha messo in evidenza che c’è chi fa il tifoso di professione magari connivente con la malavita organizzata: di quelle persone diffido. Io sono stato dall’altra parte e mi sono sentito dare del mercenario magari proprio da chi utilizza la curva per fare dell’altro”.

VERONA RAZZISTA. “Giro il mondo, sono tifoso dell’Hellas Verona, sono di Verona e non sono razzista – dichiara Tommasi – ma purtroppo nel mondo del calcio l’assioma “Verona città razzista” passa. Non si può far finta di nulla a livello politico. Se una società fallisce, il suo titolo va al sindaco, tanto per capirci. C’è poi chi gestisce una società di calcio e fa attività privata, fa business, ma sia l’amministrazione che i proprietari della società di calcio devono investire e preoccuparsi di chi frequenta e utilizza lo stadio, non possono non preoccuparsi del messaggio che esce”. A.S.

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