Cesare Prandelli preferisce altre punte al bomber gialloblù. Ma l'Italia non convince

L'Italia ha rimediato una figura poco decorosa con la Spagna, mercoledì sera. Ha giocato a tre velocità in meno rispetto ai campioni del mondo. Tolto un palo casuale colpito da Cerci, è stata un'ombra. Cesare Prandelli non ha gradito, anche se poi c'è da dire che gli azzurri, storicamente, sono sempre stati poco convincenti, seguendo la media delle amichevoli.

 

La riflessione da fare è un'altra: ma è sicuro il ct che questa squadra possa rinunciare ad uno come Luca Toni? Ne ha scritto meravigliosamente, alcune settimane fa, sulla Gazzetta dello Sport, Roberto Beccantini, definendo l'attaccante del Verona come il perfetto "centravanti mamma". Ossia, quell'uomo che può far da guida e timoniere senza pretendere di essere schierato a tutti i costi. E, aggiungiamo, che all'occorrenza può fornire qualità di peso muscolare e forza fisica che non ci paiono abbondare in quest'Italia.

 

Chiosa d'uopo: non vogliono essere, queste righe, una divagazione in tema nazionale. Bensì una riflessione legata al valore specifico dell'uomo, prima ancora che del calciatore Toni. L'Hellas si poggia sulle sue spalle. E lo fa non solo e non tanto per i 13 gol e i 10 assist assicurati alla causa gialloblù. Quanto per il carisma che esprime nello spogliatoio. E per il suo essere "allenatore" aggiunto, in termini motivazionali e di intelligenza tattica.

 

Inoltre, Luca Toni un mondiale l'ha già vinto. Conosce il ritmo intenso e disgregante, sul piano fisico e mentale, di una competizione che dura un mese e in cui non puoi permetterti pause. Altrimenti sei fuori.

 

E, nel caso in cui Prandelli non si dovesse ricredere, auspichiamo che Toni prenda il passaporto britannico in tempi record. Con la maglia bianca dell'Inghilterra starebbe benissimo, con Rooney e Sturridge farebbe meraviglie. Beh, a Manaus, il 15 giugno, magari farebbe piangere l'Italia. Ma questo è un problema secondario, visto che ci sono dodici giornate di campionato davanti. 

 

Il Verona è la nazionale di Luca.

 

MATTEO FONTANA

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