Sampdoria, la rivoluzione della proprietà ha fatto infuriare il tifo
La Sampdoria deve già fare in conti con una contestazione. L’investitore asiatico Joseph Tey, completata venerdì scorso l’epurazione in società di quelle figure che in qualche modo potevano rappresentare un richiamo al passato blucerchiato, ora può iniziare la rifondazione. Un doppio addio: a Giovanni Invernizzi, uno degli ex ragazzi della Sampd’oro di Boskov, e ad Andrea Mancini. Non semplicemente il figlio di Roberto, come ricorda oggi La Gazzetta dello Sport, icona imperitura dei sampdoriani, ma soprattutto il ds che nel gennaio scorso aveva rimesso in linea di galleggiamento una squadra alla deriva. Rimane quiescente la posizione di Attilio Lombardo, pure lui protagonista dello scudetto (e non solo), fresco di salvezza al termine di un’altra stagione complicata della Samp. Ha ancora un anno di contratto, ma non sarà lui a guidare la squadra della prossima stagione.
Primi striscioni di protesta
Le azioni del Ceo Jesper Fredberg, hanno conseguenze tangibili. Le prime le ha già viste rientrando a casa venerdì sera o, al più, aprendo la finestra ieri mattina: uno striscione, firmato La Sud, apposto davanti alla sua abitazione con la scritta: "Fredberg, ma tu quando ti levi dai c...?" (un altro, per Walker, braccio operativo di Tey, è stato appeso davanti alla sede, dove l'inglese aveva incontrato i tifosi nei giorni scorsi). Riferimento a quanto era accaduto qualche ora prima, l'esonero dell'ormai ex ds Andrea Mancini e dell'ex coordinatore dell'area tecnica, Gianni Invernizzi. Un evento che ha scatenato (semplice prevederlo e forse, supposizione, anche sapendo ciò Fredberg ha rimandato il più possibile la decisione) la furia del tifo.© RIPRODUZIONE RISERVATA