Antonio Di Gennaro ricorda Bagnoli: "Ci ha insegnato a pensare sempre al noi"
Antonio Di Gennaro ha ricordato con grande emozione Osvaldo Bagnoli. Intervistato durante la trasmissione Maracanà di Tuttomercatoweb, l'ex numero dieci dell'Hellas Verona ha ripercorso gli anni vissuti accanto all'allenatore soffermandosi sulle qualità tecniche e umane del mister.
"Diceva sempre che quel successo ce lo eravamo meritato tutti. Metteva davanti il noi e mai l'io. Ho vissuto sette anni meravigliosi con lui".
Il ricordo va anche oltre il calcio: "Due anni prima di lasciare il Verona mi separai da mia moglie e lui mi fu vicino. Per me quel gesto fu ancora più importante. Era un uomo dai grandi valori e dai grandi princìpi".
Di Gennaro ha poi ricordato come l'allenatore avesse sempre creduto in lui: "Non mi ha mai voluto vendere, nonostante ci fossero richieste nei miei confronti. Quando arrivò Dirceu aveva qualche dubbio sul suo modo di allenarsi, poi capì subito che era un grande professionista. In un'amichevole con la Fiorentina mi chiese la maglia numero 10 e gliela lasciai senza problemi, prendendo la 9. Oggi situazioni del genere sono molto più difficili da vedere. Anche in quella circostanza Bagnoli dimostrò il suo spessore umano, accettando tutto".
L'ex gialloblù, oggi commentatore di DAZN, ha sottolineato anche le doti di gestione del gruppo del Mago della Bovisa: "Ci voleva davvero bene e ci trasmise una mentalità vincente. La sua qualità migliore era dirci sempre ciò che avevamo bisogno di sapere. Parlava della rosa, non delle riserve. Anche chi giocava meno si sentiva importante perché lui lo coinvolgeva e lo allenava personalmente. Era una gestione del gruppo eccezionale".
Infine, un ricordo degli ultimi anni e della parentesi all'Inter: "Sei o sette anni fa lo chiamai per fargli gli auguri e, quasi senza accorgermene, gli diedi del tu. Per me era un mito. Rimase molto deluso dall'esonero all'Inter, non amava le rose troppo numerose e, quando decise di smettere, lo fece convinto della sua scelta. Insieme a Mascetti formava una coppia straordinaria. Oggi sarebbe bello rivedere un rapporto così forte tra allenatore e direttore sportivo..."
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