Nel 2014 la prima esperienza da allenatore tra i professionisti. E fu subito trascinatore
Incredibile pensare che un allenatore dal carisma di Ivan Juric sieda da poco più di cinque anni in panchina, a dirigere l'orchestra. Non dobbiamo però dimenticarci che il condottiero croato ha soli 44 anni, ma - come quando era calciatore - con idee ben chiare: nel 2010, anno in cui annunciò il proprio ritiro disse anche con fermezza di voler intraprendere la strada per diventare presto mister. E così fu.
Nelle due stagioni seguenti all'addio al calcio giocato incominciò, sotto la guida del proprio maestro Gasperini, ad apprendere il mestiere nei ruoli di assistente tecnico e di vice allenatore. Il primo anno all'Inter, un'esperienza non certo degna di nota, quello seguente a Palermo terminata con esonero e retrocessione.
Decide così, l'anno seguente, di accettare l'offerta del "suo" Genoa e di cominciare da Mister alla guida della primavera. La gavetta continuerà anche l'anno seguente quando la panchina diventa quella di una squadra di serie C: il Mantova.
La situazione iniziale non fu certo delle migliori: prese in mano una squadra con una penalizzazione di 3 punti, dovuti ad alcune complicanze nell'iscrizione al campionato e per il mancato pagamento di due mensilità dell'annata calcistica precedente. Una serie di strascichi e problemi societari con i quali mister Juric dovrà tenere spesso testa: dopo un inizio pressochè disastroso della squadra lombarda, l'allenatore croato fu messo alla porta dalla società, salvo poi cambiare idea in seguito alle proteste dei tifosi, i quali non riconoscevano Juric come il capro espiatorio della situazione.
Lui stesso nelle settimane a seguire fu protagonista di uno sfogo in conferenza stampa, nella quale disse - dando estremamente in escandescenza - di sentire se stesso e la squadra abbandonati a se stessi e al proprio destino, che come scrivevano i giornali, pareva essere il fallimento. Nelle sue parole pensieri importanti nei confronti di quelli che erano i suoi ragazzi: insomma, un uomo di squadra a 360 gradi. Un uomo vero.
Nei mesi a venire, partita dopo partita, la squadra ingranò i meccanismi tattici e di grande intensità atletica del mister, terminando la stagione non solo con una salvezza più che mai insperata, ma in posizione di metà classifica e con una media punti di 1,28: simile a quella realizzata quest'anno alla guida dei gialloblù.
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