La lezione di Sir Winston

La lezione di Sir Winston

Il Verona si prepara a una stagione di lotta: sangue, sudore e lacrime

Il mercato occupa le cronache sportive estive, all’insegna dei mutevoli umori dei protagonisti dell’italica pedata, tra presidenti, direttori sportivi, giocatori e procuratori, ognuno, a turno a recitare la parte del cattivo o della vergine illibata cui un mascalzone vuole rapire la virtù.

Queste sono le regole del gioco, con i tifosi che sono sospesi tra l’attenzione appassionata e comprensibilmente ossessiva per le notizie che escono e che si sovrappongono, nelle rincorse tra le proposte, le richieste, le altalene che, di giorno in giorno, per non dire di ora in ora, cambiano le destinazioni possibili per chi sembrava a un passo dagli uni e dopo si ritrova dagli altri, per fare, in seguito, il tragitto inverso.

Così funziona il gran circo del pallone nostrano. Le leggi sono queste, prendere o lasciare. La certezza che riguarda il Verona è che non ci si potrà attendere soverchi movimenti, colpi a sensazione, ingaggi acchiappa-titoli, acquisti di campioni da presentare in Bra sulla scalinata del municipio.

Sir Winston Churchill, in un momento drammatico della storia della Gran Bretagna, da Primo Ministro annunciò di non poter promettere nulla, se non sangue, sudore e lacrime. Per fortuna qui si parla solamente di calcio, del pallone che rotola con la sua magia, talvolta benedetta, talaltra maledetta, e quindi il concetto rimane metaforico e più che mai figurato. Il prossimo Hellas sarà una squadra in trincea, un gruppo in cui il collettivismo (attenzione: non il collettivo, che non basta di per sé) dovrà essere una fideistica missione.

Filippo Fusco, nelle scorse settimane, ha parlato di un Verona che si presenterà al ritiro di Primiero con la rosa completa all’80%. O questo, perlomeno, era, ed è, l’obiettivo del ds gialloblù. Forse ci sarà un giocatore in meno, o forse uno in più, rispetto a questa soglia, perché alcune situazioni possono andare ad allungarsi per i tempi delle trattative (è il caso di Ferrari, ma anche di Bruno Zuculini e di Orsolini).

Occorrerà pazienza. Occorrerà, allo stesso modo, muovere le pedine necessarie già in questi giorni, per iniziare a tracciare un primo disegno del prossimo Hellas. Sugli interpreti, il giudizio lo darà il campo. Ma non ci aspettino fuochi d’artificio, perché il Verona 2017-2018 non potrà permettersi di trovarsi con addosso la polvere di stelle.

Sangue, sudore e lacrime: ci si prepari, la salvezza val bene una lotta.

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