Antitrust, istruttorie contro Sky e Dazn

Antitrust, istruttorie contro Sky e Dazn

Il Garante interviene in seguito alle segnalazioni di consumatori e associazioni

di Eric Sartori

L’Antitrust ha avviato due istruttorie indirizzate verso Sky e Perform, proprietaria di DAZN, in seguito alle segnalazioni di consumatori e alcune associazioni. L’Autorità prende in oggetto la “commercializzazione dei pacchetti delle partite di calcio per la stagione 2018-2019”.

Secondo il Garante della Concorrenza e dei Consumatori, Sky “avrebbe adottato modalità di pubblicizzazione dell’offerta del pacchetto calcio che, in assenza di adeguate informazioni sui limiti dell’offerta relativi alle fasce orarie, potrebbero avere indotto i nuovi clienti ad assumere una decisione commerciale non consapevole”.

L’azienda satellitare è accusata anche di una condotta che “potrebbe presentare profili di aggressività”, riguardante al ridimensionamento del pacchetto calcio. Inoltre, l’Antitrust lamenta che i clienti non sono stati informati “sulla possibilità di recedere dal contratto senza penali, costi di disattivazione e senza la restituzione degli sconti fruiti”. Riassumendo, Sky avrebbe violato l’articolo 65 del Codice del Consumo “non avendo acquisito il consenso del consumatore rispetto alla nuova opzione del pacchetto calcio 2018-2019”.

Dall’altra parte, Perform è accusata per il suo slogan “quando vuoi, dove vuoi“, che farebbe intendere al consumatore “di poter utilizzare il  servizio ovunque si trovi, omettendo le limitazioni tecniche che potrebbero impedirne o renderne difficoltosa la fruizione”.

Particolare attenzione è data ai messaggi pubblicitari riguardanti il mese gratuito, offerto “senza contratto”. Secondo l’Autorità, invece, il consumatore stipula un vero e proprio contratto con DAZN per il quale è previsto anche il rinnovo automatico, con “conseguente esigenza di esercitare l’eventuale recesso per non rinnovarlo”.

La condotta del servizio di Perform violerebbe più pratiche commerciali “degli articoli 21, 24 e 25 del Codice del Consumo”, presentando “sia profili di ingannevolezza rispetto alle informazioni comunicate sulle caratteristiche tecniche di fruibilità del pacchetto e alle modalità di adesione all’offerta, sia profili di aggressività”.

 

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