VIDEO – Parla Setti: tutto su Sogliano, Toni, Albertazzi, Pazzini, Pecchia, la salvezza e il Verona

VIDEO – Parla Setti: tutto su Sogliano, Toni, Albertazzi, Pazzini, Pecchia, la salvezza e il Verona

Lungo video nel quale il presidente dell’Hellas risponde alle mail dei tifosi

di Redazione Hellas1903

Questo il lungo video pubblicato dal Verona con il presidente Maurizio Setti che tratta i più svariati argomenti relativi all’Hellas, rispondendo alle mail arrivate dai tifosi.

“Mi dispiace, non trovo giusto che al sesto anno dal mio insediamento ci siano ancora macchie da chiarire. È giusto che parli pubblicamente, rispondendo alle domande di chi ci ha scritto in questi giorni”. Così esordisce il presidente Setti nel video, poi aggiunge: “Quando sono arrivato non c’era una società e si cercava una persona che facesse calcio per passione, cosa che mi ha sempre contraddistinto nel mio lavoro”.

Alcune domande sono relative agli investimenti dei primi tre anni: “Penso che il cammino del Verona sia stato trionfale perchè dalla B siamo saliti subito in Serie A con due campionati di livello. Oltre alla cifra spesa per acquistare il club ho messo a disposizione un capitale per formare una squadra. Il giudizio è legato al campo, ma davanti al conto economico bisogna riflettere. Il primo anno e mezzo abbiamo investito ed è andata bene, il secondo anno e mezzo siamo partiti forte ed eravamo già salvi. Venduto Jorginho, ottimo affare a quella cifra, i soldi sono stati reinvistiti per altri giocatori per cercare un obiettivo più alto. Ho dato il benestare ma a fine anno alcuni giocatori sono costati troppo per il relativo tempo in campo. Questi sono investimenti a perdere e ci hanno indebolito alla fine dell’anno. Occorre dare stabilità economica. Il calcio oggi è commisurato alle possibilità della città, purtroppo lo scudetto non si vincerà più a Verona. Dopo tre anni di Sogliano il monte ingaggi era di 38 milioni e non si poteva più reggere questo ritmo perchè non fa il bene della società. Non abbiamo investito meno, siamo stati più attenti alle possibilità della società. Purtroppo le gestioni ci hanno messo in condizione di avere un atteggiamento diverso”.

Altre domande su Toni: “Abbiamo avuto la fortuna di avere con noi un giocatore che faceva la differenza, un gran professionista e bomber. Toni si è voluto allontanare, io ho insistito perchè rimanesse con noi, è una persona seria. L’anno che ha passato con me è stato per lui di crescita, cercando di capire cosa volesse fare. Ha detto di non voler fare il ds né l’allenatore, a fine anno si è allontanato da solo, penso che sia stata una valutazione di istinto, sarà sempre il benvenuto da noi”.

Su Albertazzi: “Il giocatore ha rifiutato cinque offerte per giocare, tra cui Miami, Sion e squadre di B. Aveva un anno di contratto e l’ho chiamato personalmente. Non era stato convocato per il ritiro e gli era stato proposto l’allungamento del contratto a cifre consone per un giocatore che non giocava da due anni. La cosa che mi ha dato più fastidio è stata che abbia filmato conversazioni private, c’è una premeditazione per cercare di andare in rottura con la squadra. La mia società agli occhi dell’Italia è passata come una società che non vuole bene ai propri giocatori: ricordo Guglielmelli, operato per un problema al cuore, ora è tornato in campo. Anche Bianchetti ha subito un grave infortunio e si allena con noi, così come Laner che fa parte del gruppo, Zuculini a cui tutti vogliono bene, Gonazalez che è ancora nostro e si comporta da professionista. Questo non posso dirlo di Albertazzi, che non si è assolutamente comportato correttamente”.

Domande su Pazzini: “Giampaolo è un giocatore del Verona, massacrato al primo anno perchè non all’altezza di Toni. Non stava bene, ha giocato con infiltrazioni per molto tempo. Al secondo anno Pazzini è stato al centro del progetto, la squadra è stata fatta su di lui e c’era un bonus al superamento del record di gol di Toni. È stato capocannoniere ed ha contribuito alla promozione. In giugno è stato messo al livello degli altri giocatori, è cambiata l’idea di gioco. A gennaio è arrivata una proposta per Pazzini, a cui comunque contribuiamo per lo stipendio, e ha preferito accettarla per giocare di più. Gli altri giocatori che sono arrivati hanno caratteristiche che si adattano al gioco del mister. Bessa ha espresso la volontà di andare via e lo abbiamo assecondato. Zuculini è andato in una squadra top argentina ed è stato un ottimo investimento del Verona”.

I tifosi chiedono della società Falco, ricondotta a Setti e accostata all’Hellas. “L’argomento della Falco l’abbiamo affrontato in diverse parti. Il proprietario unico della società sono io. Mi semba una cosa già detta dove non capisco che differenza ci sarebbe se la Falco ci fosse o no. Nella sostanza rimane sempre un’azienda parte del mio gruppo.”

Alcune domande riguardano Pecchia: “Non vedo i presupposti per esonerarlo. Voglio ricordare che è l’allenatore che ci ha portato in Serie A. Venire su dalla Serie B non è facile, neanche con grandi investimenti. Fabio Pecchia  oltre a essere un grande professionista è una persona che ha in mano il gruppo. Mi viene da ridere quando sento dire che è un allenatore che non ha atteggiamenti consoni. In verità è un grande allenatore e copre molto bene questo ruolo. Voglio ricordare che il Verona è una società neopromossa che percepisce pochi soldi dai diritti tv. Quindi bisogna essere onesti e dobbiamo dire che ci sta la possibilità di soffrire. Siamo a 5 punti dalla salvezza e la squadra può raggiungere l’obiettivo. Abbiamo perso qualche punto nel girone d’andata, un po’ per sfortuna, un po’ per incapacità, ma siamo lì. Non serve a nulla andare sul mercato allenatori tanto per cambiare. Pecchia è venuto per allenare. I tecnici internazionali riconoscono in Fabio delle caratteristiche eccezionali. I problemi si risolvono se i tifosi e la città sono dalla stessa parte.”

I tifosi vogliono sapere del settore giovanile e del centro sportivo: “Investiamo molto nel settore giovanile. L’antistadio è praticamente completato per poter fare attività per tanti ragazzi. Il settore giovanile non deve vincere. Deve creare giocatori che possano arrivare a giocare nell’Hellas Verona. La Primavera deve fare in modo che i giocatori diventino patrimonio per il Verona. Abbiamo tanti ragazzi e credo che sia stata una delle prime cose che ho fatto, ovvero di dare importanza al settore giovanile. Il centro sportivo è la cosa più importante. A dicembre abbiamo ripresentato tutta la documentazione e stiamo attendendo dal Comune una risposta per andare a discuterne con loro. Il problema stadio ce l’hanno la maggior parte della società, anche se, per una società come la nostra, lo vedo un investimento molto difficile.”

Altre domande sulla società: “Io il calcio lo faccio per passione. È un impegno grosso e lo faccio con molta serietà. Nessuno si è mai offerto per aiutarmi. Nessuno vuole il male del Verona e se qualcuno volesse venire a darmi una mano sarei contento. L’importante è essere seri e operare in base alla piazza. Il nostro calcio è un calcio di sofferenza, quindi dobbiamo essere concreti. Per fare 70-80 punti serve un discorso di crescita che passa dal settore giovanile. Continuiamo a fare le cose come si può.”

Il presidente conclude: “ Stiamo uniti, forza Hellas e facciamo le cose come vanno fatte”.

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