In otto partite l'Hellas è stato raggiunto per tre volte. E a Padova è arrivato anche il sorpasso
Prima a Modena. Poi con il Novara. Infine a Padova, stavolta anche con il peso della sconfitta.
Il Verona si è abbonato alle rimonte: ne ha subite già tre in otto turni di campionato. Copione simile, nei tre casi che si sono verificati: Hellas avanti nei primi minuti della gara, l'impressione che la partita sia solo da chiudere, poi il calo.
Al Braglia, come contro la squadra di Tesser e all'Euganeo, i gialloblù si sono spenti senza preavviso.
E, se col Modena la fortuna salvò il Verona, dominato per un tempo, e se col Novara soltanto un gol divorato da Gonzalez negli ultimi minuti consentì all'Hellas di evitare di perdere, contro il Padova, sul filo del gong, ecco il tonfo che non ti aspetti.
Ma, se tre indizi fanno una prova, è evidente che il Verona pecca nella gestione del risultato: scarsa umiltà, troppa presunzione? Il difetto va corretto alla svelta, prima di vedersi sfilar via altri punti preziosi.
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