Con Nereo Bonato una colonia ex neroverde all'Hellas

C'è stato un tempo, molto recente, in cui il Verona è stato una specie di distretto di e del Sassuolo.

Nel 2009 Giovanni Martinelli, appena divenuto proprietario dell'Hellas, e dopo aver accantonato il progetto della fusione con il Chievo sollecitata da numerosi poteri politici e finanziari cittadini, si affidò a Nereo Bonato come direttore sportivo per costruire il Verona che avrebbe dovuto scalare la Prima Divisione e centrare la B.

L'ingaggio di Bonato, che aveva fatto grandi cose a Sassuolo, fu anticipato in via informale alla stampa da Luca Campedelli, presidente del Chievo, nel corso del buffet con i media prima di Pasqua. Un'indiscrezione confermata dai fatti.

A giugno Bonato arrivò all'Hellas con un contratto triennale. Spese parecchio per allestire una formazione che mirava ad essere la corazzata della categoria. Tante le operazioni con il Sassuolo. Dall'Emilia arrivarono Anselmi, Pensalfini e Selva, inoltre fu completato, in compartecipazione con la società neroverde, l'ingaggio di Massoni.

Fu instaurata una collaborazione con il Team Mapei per verifiche periodiche della condizione atletica dei giocatori dell'Hellas.

Il Verona, di fatto, dominò la stagione fino a marzo, arrivando ad accumulare addirittura 7 punti di vantaggio sulla seconda. Poi andò incontro ad un crollo terrificante, sprecando tutto il vantaggio acquisito, e fu costretto a giocarsi la promozione all'ultimo turno, con il Portogruaro. 

Al Bentegodi un Hellas ormai bollito perse per 1-0, beffato allo scadere da Bocalon. Bonato, finito nel mirino di critica e tifoseria, di fatto decise a quel punto di uscire di scena.

Non parlò più per settimane con gli organi di informazione locale, mentre rilasciò un'intervista a un quotidiano modenese facendo capire che il ritorno a Sassuolo era imminente.

I playoff portarono ad una nuova delusione per il Verona, che aveva anche cambiato allenatore, passando da Remondina a Vavassori. In finale, la sconfitta con il Pescara: e lì finì quel poco che rimaneva del progetto di Bonato.

Pochi giorni dopo, un'ultima conferenza stampa, per annunciare l'addio al Verona, tra molti rimpianti e il senso di un'incompiuta che ha lasciato profonda amarezza in tutti i protagonisti di quella vicenda.

Dei giocatori provenienti dal Sassuolo restò il solo Selva (che tra l'altro l'Hellas cercò di piazzare in tutti i modi), Pensalfini e Anselmi vennero fatti partire, con la società gialloblù che dovette sobbarcarsi il pagamento di buonuscite consistenti, mentre Massoni fu lasciato andare senza esercitare alcun diritto sul suo cartellino.

Verona non era più provincia di Sassuolo. L'Hellas è risalito fino a competere per la A, Bonato si è rilanciato ancora in Emilia, pure lui a capo di un club che lotta per conquistare un posto tra i Grandi dell'italica pedata.

E di quel periodo meglio ricordarsi solamente come gli errori aiutino a migliorarsi.

M.F.

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