Tanti campioni nel Verona, pronti a turno a risolvere le gare. Ne vedremo ancora delle belle, ma non diciamo balle

Mi dicono che qualcuno, in giro,
sostiene che in fondo questo Verona non è così forte
, nei suoi elementi, come
si sbandiera da tempo. Capita, nel calcio e dai “cosìaddetti” ai lavori, di
sentire anche simili panzane.

Godiamoci questa abbondanza,
signore e signori, perché forse solo risalendo al Verona di Bagnoli Penzo e
Gibellini possiamo trovare in B “cotanta roba”.
Non credo di dire follie sostenendo
anche che un simile Hellas in cadetteria sarà difficile rivederlo (speriamo,
naturalmente, anzitutto perché per almeno 100 anni possa fare la A…).

Ieri, col Sassuolo, è stata un’altra
dimostrazione impressionante dello strapotere del gruppo
che Sogliano e Setti
hanno messo a disposizione di Mandorlini.

Bojinov, fatto scaldare, non è
stato inserito. In panca spesso siedono Crespo, Bacinovic, Carrozza, gente che
ha detto la sua, ci pare, in serie A. Albertazzi e Calvano, giovani talenti,
ancora non si sono visti. Rivas è ormai considerato alla stregua di un tappabuchi.
Scelte anche condivisibili, intendiamoci.
Così, pur soffrendo contro i modenesi (la cui qualità dei singoli è decisamente inferiore) l’Hellas vince, perché un
campione (in realtà molti) che può risolvere la gara lo ha, sempre. E ieri è stato il turno di
Juanito.

E non se la prenda abbandonando
le telecamere il buon “Mandola” solo perché un giornalista, di quelli non proni
a leccare i piedi, gli dice che l’Hellas ha vinto pur non giocando granché
bene. Ci sta, dai, su!

Godiamoci questo
campionato, godiamoci i nostri campioni di rara classe
. A turno ci faranno
vedere grandi cose. Perché, la qualità paga.
E oggi, diciamolo, in questo
campionato senza, o quasi, rivali, all’Hellas va bene così
.

 

Andrea Spiazzi

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