L'Hellas non capitalizza la superiorità sui romagnoli
La sassata mancina di Djokovic gela il Verona, ne rimanda l'aggancio provvisorio in vetta obbligandolo al quinto pareggio stagionale contro un Cesena timoroso ma terribilmente concreto. Incassare gol in casa dopo quasi due mesi ˆ non accadeva da un altro 1-1, quello con il Novara ˆ ha il sapore della beffa. Ma allo stesso tempo di un'occasione gettata alle ortiche, vista l'assoluta padronanza con cui gli uomini di Mandorlini gestiscono il primo tempo. Nel quale, a fare la differenza è proprio la mossa a sorpresa del tecnico romagnolo, che sceglie Rivas per Grossi: l'argentino manda in tripudio il Bentegodi dopo un quarto d'ora, su perfetto invito di Hallfredsson. Un altro che sembrava non essere al top della condizione, l'islandese, ma complessivamente in grado di giostrare il pallone con naturalezza.
Come tutto il Verona, sciolto e propositivo nel suo insistere, grazie ad un Gomez che sembra in serata buona. Vede bene l'arbitro Baracani, un minuto prima del gol, a non punire con il rigore un contatto tra Ceccarelli e Rivas; un po' meno il guardalinee Pegorin, anche se si tratta di una valutazione difficile, quando pesca Cocco (che realizza il 2-0) in millimetrico fuorigioco. Comunque sia, la colpa del Verona è non mettere in ghiaccio la partita nel momento in cui gli ospiti sono alle corde. Infatti il Cesena che si presenta nel secondo tempo è una squadra rigenerata.
Djokovic, nell'unica occasione buona, trova il jolly dai 30 metri su cui Rafael non può nulla e per i gialloblu è tutto da rifare. Entra anche Bojinov, dopo due palloni buoni sprecati da Rivas e Gomez: il primo conclude centrale da buona posizione, mentre Juanito manda a fil di palo un pericoloso diagonale. Ma il Verona, una accusato il colpo del pareggio, smarrisce le munizioni. Avanti tutta, l'ordine di Mandorlini che inserisce anche Carrozza e Grossi, ma niente da fare. Il tiro dell'ex Varese viene sventato sul primo palo da Belardi, a poco dalla fine ci prova Bojinov dalla distanza ma senza effetti.
Adriano Ancona
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