Modesto Hellas in piemonte, forse già con la testa a Milano

Troppo poco Verona al Piola per poter pensare di vincere. Così finisce 0-0 una partita tra due squadre distanti 21 punti in classifica. Il campo però dice che la Pro Vercelli merita di non perdere, e che l'Hellas non si prodiga abbastanza per strappare il successo, fallendo un’occasione per accorciare sul Livorno.
Il 4-2-4 di Mandorlini (in tribuna) ha le polveri bagnate: Gomez, Cacia, Bojinov e Carrozza (che in parte si riscatta nella ripresa) fanno poco-nulla.
Il primo tempo è uno di quelli già visti: gioco lento, impacciato, poche occasioni. Solo Hallfredsson, all’inizio, impensierisce Valentini, poi basta. Ai 500 veronesi sugli spalti dello storico stadio piemontese non resta che guardare un Verona a ritmi blandi, ricco di nomi in campo ma povero di idee.
Nel frattempo il Sassuolo maciulla il Padova e fa capire che al primo posto ci tiene eccome. E per fortuna che Tiribocchi è solo il lontano parente del bomber di un tempo e non arriva sul pallone in un paio di ghiotte occasioni.
Moras e Hallfredsson sono alla fine i migliori. Basta il giovane Iannello a mettere apprensione alla retroguardia, e al 22’ del secondo tempo Rafael salva il risultato su una sua conclusione velenosissima dal limite.
Rivas è l’unico che dà brio ma sbaglia a chiudere una bella azione personale che poteva regalare il gol, mentre Cocco si fa ipnotizzare da Valentini.
E’ il classico punticino, alla fine. Ma per gioco e volontà il Verona visto a Vercelli non è all’altezza delle prime della classe.  

Andrea Spiazzi

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