I gialloblù escono rinforzati dal mercato. E ora vanno impiegate tutte le risorse

 

Due settimane per respirare e pensare a quanto fatto finora dal Verona. Sul campo e sul mercato, giostra che si è chiusa con tre botti (Rubin, Donadel, Iturbe). Il bilancio è positivo per i risultati: tra Milan e Roma, per una neopromossa fare 3 punti è un bell’andare. Altro discorso sarà quello che si aprirà con il Sassuolo, il 15 settembre, perché per l’occasione servirà un Hellas non solo di lotta – com’è stato per chiare gerarchie tecniche per adesso – ma anche di governo. Si giocherà in casa, e il Bentegodi è sempre un fattore influente, e ci sarà davanti una concorrente diretta per la salvezza, tra l’altro rampognata da Torino e Livorno e ferma a quota zero. Tuttavia, a Verona si vedrà un Sassuolo corretto in extremis da Bonato e Rossi con gli innesti di Marrone, Floro Flores e Pegolo.

 

Il mercato, dunque. Maurizio Setti, nel suo ultimo intervento, non ha avuto dubbi sulla qualità del lavoro svolto, compatibilmente con le possibilità economiche appena rientrato in A. E che, comunque, ha saputo costruire una rosa ampia. Ecco, la chiave di lettura sta proprio in quest’aspetto: sfruttare per intero le risorse che ci sono. Curando un articolo per il Corriere di Verona, con i colleghi in redazione si è notato come l’Hellas, con gli inserimenti estivi effettuati, possa disporre di due squadre (e mezza) con doti tecniche, fisiche, di esperienza e, al tempo stesso, freschezza.

 

Un mix accattivante su cui vale la pena scommettere. Certo, l’obiettivo rimane uno solo: salvarsi. E le operazioni delle ultime settimane hanno consolidato un gruppo che necessitava di tasselli utili per essere completato. Bianchetti, Albertazzi, Sala, Longo, Cirigliano, Jorginho, Longo, Iturbe: a guardar bene, il Verona conta su una covata di giovani tra le più stuzzicanti dell’intera Serie A. A proposito, riportano le cronache dello sfogo proprio di Bianchetti, dal ritiro dell’Under 21, per lo scarso impiego che viene riservato a lui, e più in generale agli emergenti (o che tali dovrebbero essere in Italia). Non ho letto toni al vetriolo in quel che ha detto un ragazzo di 20 anni che sta cercando di farsi strada e guadagnarsi spazio. Verrà il suo momento. Come dovrà venire anche quello per gli altri virgulti del suggestivo giardino gialloblù.

 

E poi ci sono i senatori. Quelli che già c’erano, quelli che sono arrivati. Nessun privilegio per nessuno: con il Milan sono rimasti fuori pilastri degli ultimi anni, come Gomez, Cacia e Hallfredsson, e Toni e Romulo, insieme a Jankovic hanno messo il carburante che occorreva per piegare il Diavolo. Nella rotazione della rosa risiede la pietra filosofale per navigare in acque pacifiche e regalarsi una A che, con gli investimenti sul futuro che il Verona sta già effettuando (occhio anche a quel che esce dalla Primavera, finalmente competitiva sulla carta), può essere una Viacard a lunga scadenza.

 

MATTEO FONTANA

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