Un gol per tempo per Toni e Jankovic. Nel finale accorcia Conti. Pubblico in delirio, il sogno continua

Aprite le porte che passano i gialloblù. Sesta vittoria su sei al Bentegodi. Vittima di turno: il Cagliari. Gol fatti 2, subiti 1. Posizione in classifica: quarta. Il Verona si scusa tantissimo se è poco.

Quanta voglia di dimostrare il proprio valore ha la banda del “Mandola”, che non tradisce le attese come fosse quasi scontato vincere la settima gara su undici da neopromossa in A. Lo fa con materia (greve: gol e punti pesantissimi), piena avvertenza (sembra una veterana del calcio che conta) e deliberato consenso (sì, lo vuole tantissimo). Sarebbe davvero un peccato mortale non gioire di ogni singola vittoria, di ogni triplice passo verso posizioni di classifica da far girare la zucca.

I gialloblù per una volta stravolgono il copione e mettono in scena un primo tempo vincente. Di fronte c’è una squadra, il Cagliari, che non brilla particolarmente per le soluzioni di gioco, ma che ha qualità nei reparti. Dopo otto minuti Toni rompe l’equilibrio. Corner da destra di Romulo, la palla gira il giusto e il cannoniere stacca e batte Agazzi. Iturbe aveva innescato l’azione in velocità, ed è proprio l’argentino, con le sue folate, a creare i maggiori pericoli e ad accendere la gara. Due minuti dopo il vantaggio il Verona può raddoppiare ma Agazzi salva su Toni e poi su Hallfredsson. L’Hellas controlla senza patire. Il Cagliari ci prova costantemente senza rendersi troppo pericoloso. I piedi buoni di Conti si vedono, Sau e Cabrera hanno velocità nel breve. Maietta salva una conclusione pericolosa di Sau, che lascia il posto a Ibarbo per infortunio al 45’.

Si va in campo nella ripresa con l’obbiettivo di chiudere la gara. Gli avversari non ci stanno e provano a offendere. Cacciatore (prova al di sotto del suo standard) rischia grosso al 5’ con un tocco tra braccio e spalla, subito dopo perde palla e fortunatamente Avelar calcia alto. La legge del Bentegodi, così, viene applicata poco dopo, all’11’. Uno splendido triangolo tra Romulo (che partita la sua!) e Jankovic libera quest’ultimo alla destra di Agazzi, il tiro è splendido, a giro, e si insacca per la gioia dei tifosi.

Mandorlini toglie Jankovic che calcia l’erba prima di dare la mano al mister. Sperava di restare il serbo, ma la tenuta è quella che è. Entra Donati. Poi, dopo un brivido (parata di Rafael su potente conclusione di Nainggollan) entra anche Sala a rilevare Hallfredsson. Romulo e Iturbe scattano e tengono alta la squadra, che non trova pertugi ulteriori, a fronte di un Cagliari battagliero, che merita un gol nel finale, al 45’ con un tiro a volo di Conti.

Un tempo sarebbero stati tre minuti di recupero soffertissimi, ma oggi no. C’è Toni che tiene palla, c’è una difesa che non molla un centimetro ulteriore.  Questo Verona, nel quale debutta anche se per soli 5’ Longo (altro potenziale ragazzo determinante), fa sul serio e si riprende a suon di vittorie il quarto, meritato, posto.

Così, tra i vecchi cori “Oio minerale” e “Caversan” della curva in delirio, festeggiano ancora i gialloblù che fanno sognare. E che vogliono sognare in grande. Perché questo Verona deve ancora conoscere i propri limiti.

ANDREA SPIAZZI

 

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