Il nuovo tecnico del Verona, le analogie e le differenze con Juric
L’arrivo di Eusebio Di Francesco sulla panchina gialloblù rappresenta per il Verona una scommessa simile a quella che venne fatta due stagioni fa con l'ingaggio Ivan Jurić.
Infatti, anche il tecnico croato era reduce da qualche annata non propriamente positiva (alla guida del Genoa) prima di arrivare a guidare gli scaligeri, esattamente come è il caso per Di Francesco il quale, dopo aver guidato la Roma ad un terzo posto ed alla semifinale di Champions League nella stagione 2017/18 è incappato in successive esperienze negative (la seconda stagione nella capitale e le successive con Sampdoria e Cagliari) che hanno un po’ offuscato la parabola di trainer in ascesa costruita durante i positivi anni di Sassuolo.
Come l’ex allenatore dell'Hellas, anche DiFra arriva quindi a Verona con la speranza di un rilancio.
Dal punto di vista tattico c'è da dire che il calcio di Jurić e quello caro al nuovo tecnico veronese sono agli antipodi. L'attuale tecnico del Torino è infatti sostenitore di un football verticale, poco incline al possesso e incentrato su duelli individuali a tutto campo in entrambe le fasi di gioco. Da parte sua Di Francesco ama sì la ricerca della profondità ma a seguito di una fase di prima costruzione più elaborata e prestando attenzione a giocate maggiormente codificate nella trequarti offensiva.
A cambiare dovrebbe essere soprattutto la fase difensiva e quest'ultima non tanto relativamente all'altezza della prima pressione quanto al riferimento primario da mantenere che, nel caso di Jurić, è rappresentato dall’avversario mentre per Di Francesco concerne la posizione della palla.
Si potrebbe quindi passare da un sistema difensivo orientato sull’uomo ad una sorta di zona più pura, simile a quella presentata dai vari Sarri e Giampaolo.
Vedremo se questa ipotesi di transizione verrà confermata sul campo. Un primo indizio in tal senso potrebbe venire dal tipo di campagna acquisti che verrà eventualmente condotta per il reparto arretrato.
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